Urna: Iter ad lucem

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Ver Sacrum Sono al terzo lavoro gli Urna, progetto cagliaritano che prende vita dalla volontà di MZ (Locus Mortis, Arcana Coelestia, Absentia Lunae) e di RM (Locus Mortis) e con questo Iter ad Lucem firmano sicuramente il loro capolavoro. Definire Funeral Doom gli oltre 50 minuti di musica monumentale offerti dal dischetto è sicuramente limitante, e forse anche fuorviante. Mi spiego meglio. Certo, dell’attitudine Funeral rimane in Iter ad Lucem la maestosità lenta delle composizioni, la loro distorta atmosfera sognante, la loro meditata lunghezza (la title track, divisa in due parti, sfiora i 20 minuti) e la tellurica, spiraliforme forza oscura. Ma, insieme, vi si trovano soluzioni derivate dal Depressive Black Metal (le parti vocali di RM si accostano più a questo che ai canoni del Funeral), dal Dark Ambient e dal Noise. Il che farebbe etichettare il tutto come Drone, alla fine del nostro delirio classificatorio. Ma c’è un ma… Attenti al titolo, a quel Cammino verso la Luce, che risulta essere inaspettatamente rivelatorio. Ci si rende conto allora che le eccezionali aperture melodiche che impreziosiscono i pezzi (con un grande lavoro di tastiere) e gli scintillanti ricami chitarristici che emergono in più punti sono i figli di un’attitudine lisergica che apre -come suo dovere- nuovi orizzonti, con fremiti quasi Space Rock. La granitica compattezza concettuale del Funeral viene ad essere fatalmente incrinata e la-quasi-ora di Iter ad Lucem scorre via senza un momento di noia o di ripetizione, in un respiro ed in una fluidità che sia avvicinano molto a quella della coscienza. E dimostrando mi pare, una volta tanto, coerenza fra intenti e risultati. Luciferini. p.s.: per gli amanti degli oggetti particolari segnalo l’edizione in vinile dorato.

TagsUrna
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