Enter Shikari: Common dreads

0
Condividi:

Ver Sacrum A un paio d’anni dall’uscita del debut Take to the skies si rifanno vivi gli Enter Shikari, ovvero una delle band più genuinamente assurde che la terra d’Albione abbia partorito nell’ultimo lustro. I quattro di St. Albans (Hertfordshire, UK) sono infatti convinti (e già da un bel po’, tra l’altro…) che elettronica e emocore possano tranquillamente coesistere, e a quanto pare il loro esempio è stato di insegnamento per molti visto che sono sempre più numerose le giovani formazioni che si cimentano nell’impresa di unire i suddetti generi. L’album d’esordio era spiazzante, e forse è stato realizzato quando il gruppo era ancora un po’ acerbo, ma state tranquilli perché pure Common dreads è strano come pochi: la differenza sta solo nel fatto che il quartetto è più convinto dei propri mezzi ed ha focalizzato meglio gli obiettivi, tirando fuori una manciata di brani potenti, melodici e all’insegna della sperimentazione. In “Havoc A” e “Havoc B” gli Enter Shikari sembrano quasi i Dälek, ma è grazie ad episodi come “Juggernauts”, “Solidarity” e “No sleep tonight” che si può ascoltare dell'”emotronicore” allo stato puro, come forse nessuno fino ad ora aveva osato proporre. Se eravate già fan di Roughton Reynolds e soci questo è un disco da non perdere, e il consiglio è quello di non mancare neanche ai loro deliranti live-show: in autunno, infatti, i nostri faranno da spalla ai Prodigy in giro per l’Europa, e c’è da immaginare che se ne vedranno delle belle…

Condividi:

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.