The 69 Eyes: Back in blood

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Ver Sacrum Dopo i riusciti Devils e Angels, pubblicati rispettivamente nel 2004 e nel 2007, Jyrki e soci fanno un rientro in grande stile grazie a un lavoro sanguigno, diretto e pieno zeppo di hits, per la gioia di tutti gli appassionati del filone goth ‘n’ roll. Non è stato facile, per i 69 Eyes, perdere lo status di underground band e diventare qualcosa di più, ma in questi ultimi anni i finnici sembrano avercela fatta, e c’è da immaginarsi che il nuovo <i>Back in blood</i> segnerà un altro notevole passo avanti nella loro carriera. Stavolta i nostri hanno azzeccato praticamente tutto, confezionando una manciata di brani efficaci e “stradaioli” come non mai, ma pur sempre caratterizzati da un mood oscuro (vedi ad esempio le lyrics a tematica horror che li accomunano…) e da quell’alone di romanticismo che tanto piace ai fan di vecchia data del gruppo. Non c’è però nulla di lezioso in episodi come “Hunger”, “Some kind of magick” o “Dead n’ gone”, che intrigano proprio per la loro naturale sensualità, mentre l’attitudine “sleazy” di “The good, the bad & the undead” o “Dead girls are easy” non ci fa dimenticare che i vampiri di Helsinki hanno sempre la “glammissima” LA nei loro cuori, e infatti non è un caso che il disco sia stato registrato proprio nelle due città appena menzionate. Al solito viene da dire che i 69 Eyes non hanno inventato niente di nuovo, ma questo <i>Back in blood</i> va giù che è una meraviglia, e noi non possiamo che rallegrarcene.

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