Autumnia: O' funeralia

0
Condividi:

Ver Sacrum Da qualche tempo a questa parte mi sta nuovamente capitando di ascoltare diversi lavori di gruppi di area doom/death e dintorni, ascolti che da molto tempo non mi capitavano più con tale frequenza. Tra questi, sono incappato negli ucraini Autumnia, a me del tutto sconosciuti in precedenza, che con questo O’ funeralia giungono alla terza uscita discografica. Si tratta di un duo, in cui Alexander Glavniy si occupa di tutti gli strumenti mentre Vladislav Shahin fornisce la voce, usualmente un growling profondo ma, a tratti, sfoggia anche una bella voce pulita. L’opera in oggetto è costituita da cinque brani per la durata complessiva di una cinquantina di minuti: quattro lunghissimi brani più un intermezzo pianistico (“Falling asleep with entreaty”) in cui la voce recita il testo sussurrando in una sorta di ninna nanna doom; si tratta di un disco di ottimo valore, che non può non riportarmi con la mente all’epoca in cui ascoltai per la prima volta i My Dying Bride, l’emozione del dolore espresso attraverso una forma musicale solitamente più rabbiosa; a differenza dei primi lavori del gruppo britannico, qui non sono presenti le sfuriate devastanti che, a tratti, fungevano da valvola di sfogo: qui la rabbia rimane eternamente repressa e sopita, rinchiusa in una gabbia di potentissimi riff di chitarra, belle strutture ritmiche in cui il basso riesce talvolta a emergere e qua e là addolcita dal suono di violino, pianoforte e tastiere. Un’opera che non mancherà di stupire piacevolmente gli appassionati del genere.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.