Dunkelwerk: Hoellenbrut

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Ver Sacrum A quattro anni di distanza dall’album d’esordio Troops, Dunkelwerk ci propone il suo nuovo full-lenght Hoellenbrut. Ancora una volta un concept-album: se il primo era incentrato sulla guerra e sui concetti di “perdita” e “sconfitta” nel senso più ampio del termine, il progetto tedesco questa volta punta su tematiche “gotico-vampiresche” attraverso dodici brani di elettro-dark oscura che ci portano in luoghi infestati da mostri e vampiri, alla ricerca dell’amata regina (N.B. non sono influenzato dalla lettura/visione di “Twilight” o “Underworld” mentre scrivo queste righe, ma sto semplicemente riportato quanto scritto nelle, come di consueto altisonanti, note promozionali dell’Alfa Matrix). La “saga” di Dunkelwerk si snoda attraverso dodici brani a cavallo tra elettro-dark/industrial-ebm che si mantengono su livelli tutto sommato discreti, ma che mancano di quel guizzo capace di sorprendere o coinvolgere l’ascoltatore, facendo prevalere, dopo una manciata di brani, un senso di noia che fa allungare la mano verso il tasto “skip” dello stereo… L’Alfa Matrix ci ha offerto di peggio, ma credo che difficilmente Hoellenbrut troverà consensi al di fuori della Germania.

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