En Declin: Domino/Consequence

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Ver Sacrum Fautori di un sound intrigante e melancolico, i romani ED ripropongono in Domino/Consequence il tipico trademark del gruppo, sviluppando le ottime idee già evidenziate in “Trama” del 2005 (già pubblicato come promo due anni prima), arricchendole di rinnovellate sfumature. Ed eccoci giunti alla piena maturità, essendo queste undici tracce (in realtà sono dodici, v’è una ghost), fra le quali pure la riuscita cover di “While my guitar gently weeps” dei Beatles, che sono paradigmatico esempio di come tecnica, classe sopraffina e melodia possano convivere perfettamente. Echi tooliani emergono in “Over”, dal cantato centratissimo e partecipato di Mao, dallo strumentismo sopraffino della coppia d’asce Tristano/Daniele e della duttile sezione ritmica fornita da Massimo e da Marco, nuances dark screziano “Envied routine” e la riuscita accoppiata “Domino” e “Consequence”, unite dall’unica, forte carica emotiva ch’esse sprigionano. “Keyworth out of context” si ferma e riparte, rallenta ed accelera, scorrendo senza sobbalzi, “Leave apart a sense” incrocia indie rock ed A Perfect Circe, accrescendo la netta sensazione che si prova all’ascolto di queste mirabili canzoni, ovvero di trovarsi dinanzi ad un album completo e compatto. Manca davvero poco agli En Declin per raggiungere una perfezione stilistica che è davvero di pochi, almeno in Italia, e Domino/Consequence li rappresenta come band solida, dotata convinzione e di qualità, pronta a dichiarare le proprie ispirazioni, facendole sue e rielaborandole con un gusto assolutamente personale ed unico.

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