Noble: Vampires chronicle Versailles

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Ver Sacrum Androginia manifesta, pose melense, trucco pesante, abiti da cortigiani del Re Sole… I Noble sono giapponesi, e guarda caso vanno ascritti esteticamente al filone Visual Kei. Ma, sorpresa, da punto di vista sonoro questo Vampires chronicle Versailles (titolaccio) riserva qualche sorpresa, in quanto il combo si cimenta in un symphonic-metal non trascendentale, ma per lo meno distante dal clima di colonna sonora da cartoon tipico di tanti conterranei. Così, tra una fuga su scale ardite (quelle del pentagramma, non dei palazzi della corte francese) ed il solito cantato (quello sì nella norma) qualcosa si salva, anche se alla fine risulta pochino (“Zombie” sfiora il thrash in alcuni inserti, le parti di chitarra, pur se pedisseque imitazioni di quanto proposto da altri, sono in generale di buon livello, il lento “Windress” è ben orchestrato, almeno fino a quando non entra la voce, poi… sono dolori!). Una produzione in linea con tante altre, il settore è presidiato da troppi illustri colleghi (in Finlandia li farebbero a pezzi), resta quella simpatia che, chissà perché, gli insiemi nipponici riescono sempre ad accattivarmi (però “To the chaos inside” la boccio senza possibilità d’appello, mentre la prova di resistenza “History of the other side”, si lascia superare senza giungere alla fine col fiatone). E sovente si va di doppia cassa (“Suzerain” fila via come un treno della metro di Tokio, fra fermate ed accelerazioni da infarto), “After Cloudia”, poi, puro teuto-happy metal, farà saltare sulla sedia i fan di Helloween e discendenti, sapete che faccio, quasi quasi lo presento come un inedito dei Gamma Ray. Sì, e poi mi do alla macchia per almeno un mese, che se i seguaci di Kai Hansen mi prendono…

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