Resonance Room: Unspoken

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Ver Sacrum Alfieri del gothic doom riletto nell’ottica progressive di Pain Of Salvation e Riverside (diversi i punti in contatto con quanto proposto dagli ottimi polacchi), giungono all’esordio su My Kingdom Music i siculi Resonance Room, nati nel 2003 come Fragment e sotto questo monicker autori di due EP. In Unspoken rintracciamo costruzioni comunque rifuggenti cervellotici ed inutili arzigogoli, prediligendo i RR l’aspetto umorale, col continuo lavorio delle sei corde supportato a dovere da una sezione ritmica agile e dinamica e da tastiere che non possono certo far mancare il loro apporto in questa sede. Discreto il cantato di Alessandro Consoli, alcuni pezzi risultano decisamente derivativi, anche se non manca l’impegno profuso nella ricerca di elementi distintivi e personali (in “Frost and emptiness” si intuiscono passaggi rimandanti a “Floodland” dei seminali Sisters Of Mercy). L’apparato tecnico del quale il sestetto è dotato è indiscutibile, sicuramente i modelli presi ad esempio sono impegnativi e validi, si deve solo osare di più.

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