The Big Pink: A brief history of love

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Ver Sacrum Siamo sinceri, il brit-rock è un genere musicale “a fasi alterne”: in certi periodi sono tante le band interessanti che vale la pena seguire, in altri invece bisogna impegnarsi parecchio per trovare qualcosa che sia davvero meritevole, e non solo per ciò che riguarda le formazioni più giovani e inesperte. In questo momento la situazione non è pessima ma neanche esaltante, per cui l’uscita del debut dei The Big Pink ha rappresentato un piacevole diversivo, difatti il gruppo di Robbie Furze (già chitarrista di Alec Empire) e Milo Cordell ha quella fatidica marcia in più che rende particolarmente apprezzabili i brani contenuti in A brief history of love. Trattasi nello specifico di deliziose composizioni noise-shoegaze-electro-pop dense e stratificate, ma per certi versi anche molto leggere e lineari, che non potranno non attirare l’attenzione dei fan di The Jesus and Mary Chain, Black Rebel Motorcycle Club e Glasvegas. “Velvet” e “Dominos” sono singoli da dieci e lode, ma se dovessi indicare gli eventuali episodi discutibili contenuti in questo lavoro sarei in seria difficoltà perché a dire il vero non esistono, così come non c’è un pezzo troppo simile a un altro. Grande band e grande esordio, senz’altro tra i migliori del 2009.

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