The Cinematics

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The Cinematics

The Cinematics a Bologna, Foto di Grendel

Il Covo è il ritrovo per eccellenza dei tanti indie-rockers che popolano il capoluogo emiliano, ed essendo tutt’altro che spazioso è particolarmente adatto ad ospitare i concerti di band medio-piccole, come del resto sono gli stessi Cinematics. È difficile dire quante persone si trovassero nel locale per vedere in azione gli scozzesi, e quante invece fossero abituali frequentatori interessati più che altro all’aftershow, fatto sta che già a inizio serata la gente non era poca, cosa che avrà senz’altro fatto piacere agli opener JoyCut.

Nonostante sia attivo già da diversi anni non avevo mai avuto modo di assistere ad un’esibizione del gruppo italiano, che grazie al sound oscuro, dilatato e avvolgente che propone ha convinto l’audience senza gran fatica. Probabilmente ripeto troppo spesso i soliti concetti, ma ogni volta che mi capita di vedere all’opera una valida ed esperta formazione nostrana mi domando come mai non abbia ancora fatto il botto, riuscendo a imporre il proprio nome all’attenzione non solo di musicofili tuttologi e addetti ai lavori vari, ma anche del “grosso” pubblico. Purtroppo, però, la risposta a tale quesito rimane sempre la stessa, e cioè “Boh?!?”

Ma veniamo agli headliner, che in Italia non sono conosciuti quanto altri nomi riconducibili al giro brit-wave-rock, ma hanno comunque un seguito di appassionati che li trovano piuttosto originali e interessanti. Sul palco i Cinematics si presentano con un abbigliamento in linea con le sonorità proposte, e quindi vai con il bianco e nero d’ordinanza, i jeans stretch e soprattutto le scarpe iper-fashion, vedi ad esempio gli sfiziosi stivaletti lucidi con fibbie del bassista Adam Goemans. Quello che però colpisce maggiormente è che il quartetto è ben più energico di quanto ci si potrebbe aspettare, anche se tale constatazione riguarda soprattutto l’approccio “fisico” al concerto, perché il sound non risulta tanto diverso rispetto a ciò che è possibile ascoltare su disco.

Dal punto di vista performativo la band ha mostrato di meritare l’apprezzamento dei fan, ma ha forse un po’ “toppato” nella scelta dei brani da eseguire, puntando tutto sul nuovo album Love and terror (purtroppo appena uscito e quindi ancora non ben conosciuto dalla maggior parte delle persone…), che è stato proposto quasi per intero, e dando un po’ meno rilievo ai pezzi del bellissimo debut A strange education. Immagino che Scott Rinning e compagni siano ormai stufi di suonare le canzoni dell’esordio, ma non essendo mai venuti in Italia a presentarle avrebbero potuto dedicar loro ancor più di spazio di quanto hanno in realtà fatto, giusto per dare un “contentino” ai fan della prima ora.

Polemica sulla scaletta a parte, l’esibizione è risultata molto piacevole e mai banale, con anche qualche intervento simpatico da parte del cantante, che è apparso tipo piuttosto tranquillo e alla mano. E a fine concerto sia lui che gli altri tre Cinematics hanno contribuito a smontare e “impacchettare” la strumentazione, a riprova del fatto che la crisi è crisi proprio per tutti, e un gruppo non famosissimo deve tirare la cinghia se vuole continuare a considerare la musica un lavoro vero e proprio…

Setlist concerto The Cinematics:

All these things
Keep forgetting
She talks to the trees
Wish
A strange education
Don’t look down
Hospital bills
Race to the city
New Mexico
Hard for young lovers
Maybe someday
Love & terror
Break
———–
Cinema
Rise and fall
Moving to Berlin

Links:

The Cinematics: sito ufficiale

The Cinematics @ MySpace

JoyCut: sito ufficiale

JoyCut @ MySpace

The Cinematics

The Cinematics a Bologna, Foto di Grendel

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