The Fruits of Yggdrasil

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The Fruits of Yggdrasil

The Fruits of Yggdrasil a Londra, Foto di Softblackstar

The Fruits of Yggdrasil è un album nato dalla collaborazione tra Sixth Comm, progetto di Patrick Leagas, che all’epoca aveva abbandonato da poco i Death In June, e Freya Aswynn, esperta di paganesimo nordico, rune e occultismo. Ristampato in CD non molto tempo fa dalla Hau Ruck!, il disco rappresenta forse il punto più alto della carriera di Sixth Comm, nonché uno di quei dischi davvero immancabili in ogni discografia che si rispetti. C’è quindi molta attesa per questa esibizione del 19 settembre al Camden Underworld di Londra. Il locale si riempie fin da subito, pare che molta gente sia venuta persino da fuori pur di assistere all’esibizione.

Ad aprire la serata ci pensa Control-Domination, meglio conosciuto come Con-Dom, progetto molto noto a chi bazzica il power-electronic più estremo e intransigente. Nato nel 1983, l’one-man-project di Mike Dando è uno dei nomi più coriacei della scena. Mike si presenta completamente nudo, e inizia a smanettare con manopole e macchine. Quello che viene fuori è il solito limite comune a tutti i concerti di questo tipo. La musica è buona, soprattutto nel genere, un muro di suono violento e ottundente inframezzato da campionamenti, ben costruito e meno gratuito di quel che possa sembrare ad un ascolto superficiale, ma la presenza scenica è prossima allo zero. Non so voi, ma stare in piedi a guardare un tizio nudo che gira manopole e basta non è quello che mi aspetto da un concerto. La situazione migliora verso la metà, quando sale sul palco una collaboratrice di Dando. Il nostro abbandona le macchine e inizia a farsi colpire con un frustino sulla schiena e sul sedere. L’impressione che ho avuto è che questo progetto sia rimasto fermo al 1983. Questo è il mio primo concerto di Con-Dom, ma probabilmente l’idea del frustino e della fustigazione pubblica su palco (Control-Domination, appunto) dev’essere stata eseguita più volte nel corso delle esibizioni. E questa è per me l’ennesima conferma che questo tipo di proposte rendono solo su disco, sebbene sia apprezzabile lo sforzo di suonare dal vivo.

A seguire un nome di tutto rispetto come :Of The Wand & The Moon:. Nati per volontà di Kim Larsen, e dichiaratamente influenzati proprio da Death In June, il gruppo danese ha saputo conquistarsi un seguito fedele nel corso degli anni. Accompagnato da un secondo chitarrista e da un percussionista, il gruppo snocciola alcuni dei suoi brani migliori resi dal vivo in maniera impeccabile, aprendo con la marziale “Algir Naudir Wunjo”, per poi entrare nel vivo con le melodie di brani come “Gal Anda”, “Wonderful Wonderful Sun”, “Lost in Emptiness”, sicuramente uno dei suoi brani più belli, fino a chiudere con la potente “Raven Chant”, richiesta più volte anche dal pubblico. Il concerto si svolge in maniera fluida, con poche pause tra un brano e l’altro, e con luci molto basse, a sottolineare l’aspetto intimo e austero della musica. Sebbene nel corso degli album la qualità della scrittura di Kim Larsen sia un po’ scemata, la selezione di brani proposti è davvero eccellente, e sta lì a ricordarci perché :Of The Wand & The Moon: è considerato un nome di punta nella scena. In fondo non ha fatto altro che proporre un concerto con pochi fronzoli, ma essenziale e genuino. Non molto, forse, ma più che abbastanza per scaldare i cuori dei presenti.

E finalmente giunge il momento di The Fruits of Yggdrasil. Salito sul palco, Patrick ci fa sapere che non incontra Freya dal lontano 1986, e che non è stata eseguita nessuna prova prima del concerto. The Fruits of Yggdrasil non è mai stato eseguito prima dal vivo, tutto si svolge per la prima volta, eventuali intoppi compresi, e più che un concerto l’intera esibizione è da considerarsi come un rituale. Sul palco sale anche Freya, che appare leggermente intimidita, tranne poi rivelare carisma e potenza. Per l’occasione Patrick Leagas ha riscritto buona parte della musica, senza andare troppo ad intaccare il fascino dell’originale. E così parte l’invocazione di “Havamal”, presa direttamente dall’Edda, con Freya che grida e solleva le braccia cercando di richiamare a sé le antiche divinità pagane di cui è cultrice, con la musica che piano piano inizia il suo percorso circolare, sostenuta da corni, percussioni, e altri strumenti tutti suonati alla perfezione da Patrick Leagas. Freya dal canto suo continua a declamare versi mimando le parole in maniera teatrale e impiegando vari oggetti nel suo rituale, come una piccola bambolina. Un gran bel momento è dato da una bara posizionata a terra (invero in maniera un po’ rozza da parte di un addetto dello staff) con Freya distesa risvegliata con un bacio da una terza figura in tunica bianca salita sul palco, alla quale viene poi offerto un corno colmo di liquido ambrato. Sono momenti di grande pathos, e ci si rende conto di stare ad assistere a qualcosa di unico e, per molti versi, irripetibile. Spettacolare il finale di “Ragnarok”, dove la tempesta di percussioni lascia spazio alla calma, chiudendo così il cerchio. Non tutto va benissimo, ogni tanto Freya e Patrick si consultano, spezzando (ma non troppo) il fluire dell’evento, e qualche accorgimento poteva essere preso in precedenza, come la bara, ma considerando le circostanze in cui tutto si svolge si può dire che è stato un evento memorabile.

Ciliegina sulla torta, ai primi 100 presenti è stato regalato un 7″ autografato con una versione alternativa rispettivamente di “Ragnarok” e di “North Star”.

Setlist concerto :Of The Wand & The Moon:
Algir Naudir Wunjo
Gal Anda
Nighttime in Sonnenheim
Wonderful Wonderful Sun
Hail Hail Hail
Summer Solstice
Ragnarok
I Crave for You
Lost in Emptiness
Raven Chant

Control-Domination a Londra 19/09/2009 @ Flickr

Links:

The Fruits of Yggdrasil @ MySpace

:Of The Wand & The Moon: @ MySpace

Control-Domination @ MySpace

:Of The Wand & The Moon:

:Of The Wand & The Moon: a Londra, Foto di Softblackstar

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