Halo Effect: The Fourth Zone

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Ver Sacrum A due anni dal precedente New romantic Industry, secondo album per gli Halo Effect. La band romana evidenzia notevoli progressi rispetto al già pregevole (e lodato anche in questa sede) primo lavoro, con un disco che racchiude dodici tracce veramente molto buone, all’insegna di un sound a cavallo tra ebm e synth-pop che trova negli And One e nei Depeche Mode i due principali punti di riferimento. Dopo “Scrap”, breve intro, il disco entra subito nel vivo con “Hammer the gear” (edita anche come singolo), irresistibile pezzo che non può non rimandare al sound della band di Steve Naghavi; i beats pulsanti ed il refrain immediato ne fanno un potenziale hit! Il ritmo si mantiene alto in “Life goes on”, “Days of violence” e “Their G.O.D.”, altri brani scelti dagli Halo Effect come singoli da scaricare gratuitamente (secondo un calendario prestabilito), dalla pagina di Myspace della net-label tedesca Ionium Records, mentre brani come “It was nothing” (gioellino elettro-pop), “Drain”, “Hidden place”, “Funeral” e “Mirror” privilegiano l’aspetto melodico, rimandando al sound dei Depeche Mode della prima metà degli anni ’80. Il mood predominante nell’album è difatti piuttosto “dark” e la “quarta zona” a cui fa riferiemnto il titolo del disco è quella in cui era collocato il reattore della centrale nucleare di Chernobyl. Ottime canzoni, una produzione decisamente sopra la media per un disco auto-prodotto, The Fourth Zone è un album (disponibile in download digitale su Itunes, Napster, Amazon, ecc…mentre un limitato numero di copie fisiche sarà disponibile solo ai concerti della band) decisamente consigliato agli appassionati di synth-pop, elettro-wave ed ebm. Roma si conferma capitale dell’ebm italiana e gli Halo Effect sono una delle migliori espressioni di questo sound…in attesa che qualche label si accorga di loro!

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