Roughhausen: Someone's Got To Pay

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Ver Sacrum Qualche mese fa mi sono ritrovato a recensire un CD dei Roughhausen, gruppo da Taiwan il cui leader, Jeff Stoddard, ha militato nel passato in progetti niente male, dai Will ai Front Line Assembly. Il CD tra l’altro era decente: niente di che e soprattutto niente di originale ma senz’altro un discreto esempio di rock-industrial in salsa USA che si lasciava ascoltare con piacere. L’opera non era esente da limiti, in particolare nei pezzi più ritmati e uptempo in cui i Roughhausen si perdevano un po’. Purtroppo questo nuovo mini di 5 pezzi è costruito sui due pezzi inediti “[Sic] Fuk” e “Dirty Little Secret” che sono proprio episodi di questo tipo. Al di là di un problema negli arrangiamenti, costruiti su accumuli confusi e ridondanti di suoni, il limite è dato dalle canzoni stesse, che sono davvero brutte. Va decisamente meglio con i due remix di “Control” e “An awakening” che senza essere dei capolavori sono degli episodi più oscuri e interessanti. Imbarazzante è invece la registrazione live di “U Better Run”, che più che un muro di suono sembra una slavina di rumori senza controllo. Qui tra l’altro si sente l’entusiasmo incontenibile del pubblico che, stante la pochezza della performance, si può spiegare solo con vincoli di parentela dei presenti con i membri della band o con l’assai probabile mancanza di gruppi alternativi a Taiwan per chi segue determinate sonorità. Non boccio senza appello i Roughhausen vista la precedente prova ma certo se fossimo a scuola con questo Someone’s Got To Pay la band si sarebbe giocata un bel po’ di crediti…

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