The Bravery: Stir the blood

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Ver Sacrum A due anni e mezzo dall’uscita di The sun and the moon i The Bravery tornano a farsi vivi con un disco che piace fin dal primo ascolto e davvero non potrebbe essere più immediato di com’è. Quelli che del revival wave-post-punk non ne possono più farebbero bene a smettere di leggere qui, gli altri invece dovrebbero continuare perché il cd, pur rasentando lo zero in quanto a originalità, è molto carino e pieno zeppo di brani efficaci e ballabili. C’è chi ha affermato che tante di queste canzoni ricordano band come i Killers o gli Strokes, ed in effetti è difficile negare che certe affinità ci siano (a dire il vero ci sono anche casi in cui i newyorkesi fanno venire in mente l’accoppiata BRMC/JAMC, vedi ad esempio in “She’s so bendable”…), ma come già affermato il contenuto dell’album scorre via che è una bellezza, ed episodi come “Jack-o-lantern man”, “Red hands and white knuckles” o “Hatefuck” fanno proprio pensare che il gruppo di Sam Endicott abbia un talento compositivo fuori del comune. Mentre molte delle formazioni “minori” della scena si sono un po’ perse per strada nel corso degli anni, i Bravery hanno proseguito il loro cammino senza grossi problemi portando avanti un discorso musicale coerente e dignitoso, che anche stavolta non mancherà di soddisfare chi ha sempre creduto nelle loro potenzialità.

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