Velvet Acid Christ: The art of breaking apart

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Ver Sacrum Il brano “Black rainbows”, incluso nel sampler Septic vol.8 aveva anticipato un grosso cambiamento nel sound di Bryan Erickson aka Velvet Acid Christ, cosa che l’ascolto di The art of breaking apart conferma solo in parte. Il disco alterna infatti brani piuttosto convenzionali per lo stile elettro-techno-industrial del progetto americano (si vedano le iniziali “Tripped out” e “Vaporized”), a cui si affiancano brani prettamente dark, dalle atmosfere oscure e malinconiche, in cui la chitarra è in bella evidenza e la voce non è effettata (“Black rainbows”, “Killing a stranger” -sopratutto in questo pezzo l’influenza dei Cure è palese-, “Faithless”). Queste due anime convivono all’interno di un disco forse un pò spiazzante, ma che ascolto dopo ascolto convince sempre di piu’, dalla rilettura del classico “Phucked up phreak”, al prossimo singolo “Caustic disco”, alla cupa title-track, per quello che in definitiva si rivela un capitolo decisamente particolare, ma comunque positivo nel contesto della discografia di Velvet Acid Christ. P.S. La conclusiva “Silver” si protrae per ben 20’37”, ma in realtà il brano vero e proprio dura poco meno di 3’… il resto è un lungo (e noioso) monologo di Bryan Erickson di cui avremmo fatto anche a meno.

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