Blind Cave Salamander: Troglobite

0
Condividi:

Ver Sacrum Cosa è lecito attendersi dalla collaborazione di Fabrizio Modonese Palumbo (chitarrista dei Larsen nonché solista abbastanza prolifico), Julia Kent (ex Rasputina, collaboratrice di gruppi come Angels Of Light e Anthony And The Johnsons), Marco Milanesio (DsorDNE e agitatore della scena torinese anni ’80 e primi anni ’90) e Paul Beauchamp? Considerata la diversa estrazione e il differente approccio alla musica dei vari elementi, credo non sia facile immaginare a priori il contenuto di un’opera come questa; di certo, l’aspettativa da parte mia era piuttosto alta e, mi sento di dire subito, non è stata delusa. Troglodite è un album non immediato, certo, ma che contiene numerosi spunti interessanti, lacerato com’è tra le tentazioni di un post rock pulito ed elegante ma mai noioso, la presenza gentile ma, allo stesso tempo, a tratti straniante ed oscura del violoncello, docili deviazioni ambient ed uno strato elettronico di fondo e gli interventi, sempre piacevoli del pianoforte. La cosa più interessante è che tali derive riescono ad amalgamarsi con grande facilità e tutto sembra scorrere in grande armonia, anche nei momenti in cui la tensione sale un pochino (“Magma” e il finale di “Used to be last”) o nei tratti in cui assume una parvanza più psichedelica (la pinkfloydiana “Set the control for the heart of the sun”). Molto accattivante l’incipit del disco, che si apre benissimo con una splendida “Moonfish”, degno dei Godspeed You! Black Emperor tranne poi rimanere docile e imbrigliata per tutti i suoi sette minuti. Mi auguro che questo CD non passi inosservato, perché sarebbe un vero peccato.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.