Espers: III

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Ver Sacrum I tre dischi degli Espers sono stati dei veri gioielli di folk fatato, capaci di coniugare respiro europeo, suono appalachiano, melodie cristalline e inserti aciduli di synth e distorsione. Dopo lo scurissimo II erano spariti dalla circolazione, con diversi membri a coltivare le proprie carriere solistiche a insinuare il dubbio dello scioglimento, ma eccoli di nuovo in azione con questo laconico III. Purtroppo non è un disco all’altezza delle aspettative. È sparito quel suono magico e spettrale, del quale ormai non resta che qualche traccia grazie ai vocalizzi di una sempre eccellente Meg Baird. Le coordinate sonore ora sono proiettate verso un suono che è puro acido anni ’70. Folk, ma elettrico, rockeggiante. Non è un brutto album, anzi, semplicemente non è il disco che avrei voluto ascoltare nel ritorno discografico degli Espers, che attendevo con una certa impazienza. Solo la conclusiva “Trollslända” richiama direttamente il passato recente del gruppo. Dove questa evoluzione porterà Greg Weeks e soci è ancora presto per dirlo. Io nel frattempo torno ad ascoltarmi The Weed Tree.

TagsEspers
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