In Tormentata Quiete: Teatroelementale

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Ver Sacrum Eccoci al cospetto di un’opera che spaccherà nettamente in due critica e platea. Teatroelementale cita Pirandello, si offre come lavoro colto senza palesare presunzione, e fa propria la libertà artistica che è il vanto delle etichette cosiddette indipendenti, per lo meno di quelle che, come MKM, alla propria integrità ed a quella delle proprie produzioni ci tengono eccome. La genesi del disco avviene dopo che il gruppo si è trovato ad affrontare, ed a superare, una serie di difficoltà di rilievo, leggasi sopra tutto instabilità di formazione. Ecco che un ulteriore motivo d’essere si assomma a quelli prima elencati, facendo di Teatroelementale un disco nell’accezione più nobile del verbo istesso. Doppio il piano di lettura: il monologo recitato da Andrea Borrelli (suo pure il geniale sax che fa la comparsa in alcuni brani, un uso alla MacKay di questo stromento che solo i grandi hanno saputo comprendere appieno in ambito rock), e le canzoni vere e proprie, con la doppia voce maschile pulita/screaming black e quella femminile ad interpretare testi intelligenti ed elaborati; brani inframmezzati dal recitato ma dotati di un preciso ruolo e motivo di essere. Se richiamare i Devil Doll appare azzardato (l’ensemble veneziano è unico), un riferimento ad “Heart’s grave” dei franchi Evidence (etichetta Ad Perpetuam Memoriam, anno 1996) non è assolutamente fuori luogo: si tratta in entrambi i casi di operazioni sicuramente coraggiose. Teatroelementale arricchisce il catalogo di qualità della My Kingdom Music e sposta ancora più in la il traguardo della maturità dell’italico underground, cogliere il quale per molti, o forse troppi, si configura già come impresa impossibile.

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