Sixth Comm

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Sixth Comm

Sixth Comm a Londra, Foto di Softblackstar

La neonata Confession organizza una serata col botto, portando sul palco dell’Underworld di Londra una serata che vira decisamente verso la power-electronics e l’industrial.

L’inizio a dire il vero non è dei più promettenti. I Kindermord sono un duo locale; si presentano in tipica tenuta militare stile residuo della Seconda Guerra Mondiale, con tanto di maschere antigas e tutta l’oggettistica d’epoca (?) che vi può venire in mente. La musica è quello che vi potete immaginare: power-electronics con influenze militaresche. Esplosioni, deflagrazioni, e tanto, tanto rumore, ma idee prossime allo zero. C’è anche un bidone di metallo, percosso con un martello mentre l’altro mugugna qualcosa al microfono. Fanno un po’ tenerezza.

Sorpresa invece con il secondo gruppo. Non avevo mai sentito nominare gli Standgericht, ma dal vivo bisogna ammettere che sono molto divertenti. Il terzetto frulla allegramente rhythmic noise, EBM, industrial e sonorità ’80 aggiungendo anche un pizzico di ironia. Anche loro percuotono lo stesso identico bidone di metallo di prima, ma che differenza abissale che corre tra le due esibizioni! Gli Standgericht sanno farsi apprezzare dal pubblico, vuoi per le improbabili tenute, completo sadomaso integrale uno, canottiera bianca e cappellino in pelle un altro, vuoi per la musica quasi ballabile. C’è anche una cover dell’immortale “Discipline”. Unica pecca è la pessima voce della cantante, SnowW.Wwhite, davvero inadatta e stonata. Memorabile il balletto finale, comunque.

La terza a salire sul palco è ANTIchildLEAGUE, alias la nostrana Gaya Donadio, organizzatrice dell’evento come Confession. ACL affonda le radici alla fine degli anni ’90, ma è solo l’anno scorso che esce il suo primo album ufficiale, The Father, per Hagshadow, etichetta/distro gestita dalla stessa Gaya. Ad accompagnarla in un paio di brani c’è l’amico Con-Dom al microfono. Anche qui la musica è power-electronics senza compromessi, ma a differenza di altri progetti il suono è molto più organico e strutturato, con evidenti richiami dark-ambient. Niente rumore a casaccio, quindi, ma un’idea chiara in testa. La tematica religiosa sembra farla da padrona, e Gaya dimostra sul palco grinta e personalità, rendendo il suo concerto piuttosto riuscito.

È quindi l’ora di Sutcliffe Jügend, leggendario duo noise nato inizialmente come costola dei Whitehouse nel lontano 1982. Esponenti di spicco del versante più estremo e oltranzista, i loro live hanno sempre avuto la nomea di essere devastanti. E questa sera non si sono di certo trattenuti. Il concerto parte in uno stato di calma apparente, Kevin Tomkins è rannicchiato sul palco, con lo sguardo perso nel vuoto. Paul Taylor ha già la chitarra a tracolla. E poi attaccano. Tomkins gira qualche manopola, usa un archetto, genera mostri sonori, mentre Tomkins maltratta violentemente la chitarra, che da strumento musicale si trasforma in un mero oggetto che produce distorsioni senza tregua. Il concerto ha un taglio molto fisico, quasi “rock” se vogliamo, soprattutto quando Tomkins afferra il microfono e comincia a ululare come un ossesso, scendendo tra il pubblico, dimenandosi, mentre il compagno tortura la chitarra sul palco. Alla fine la forza del gruppo dal vivo è questa: creare un muro di suono annichilente e assolutista, e corredarlo con un approccio live sudato, forte, senza pause, che soddisfi anche l’occhio.

Sixth Comm, reduce dalla bellissima esperienza live di Fruits of Yggdrasil, ci regala invece un set preso direttamente dalla recente antologia Like Stukas Angels Fall, che copre dal 1984 al 1990, con molti pezzi classici riarrangiati e rimasterizzati. Patrick Leagas si presenta in tenuta militaresca con tanto di elmetto, maschera di cuoio e un lunghissimo impermeabile. Immancabile anche la sua ascia decorata con campanelli.

Avvalendosi di basi pre-registrate, Patrick si limita a cantare e suonare in maniera impeccabile l’ampio kit di percussioni. La scaletta rispetta vagamente quella di Stukas, con l’apertura affidata a “Kirato e Sonfelte”, brano completamente diverso dalla versione originale e qui eseguito lento, epico, perfetto per l’apertura del concerto, “The Winter Sadness”, e “Will to War”, che probabilmente qualcuno conoscerà come “The Torture Garden”, dal repertorio Death In June. A sorpresa sale sul palco un chitarrista mascherato per eseguire la straordinaria “Nothing Life”, uno dei vertici dell’intera discografia di Sixth Comm, “Carousel”, sempre dal periodo Nada! e probabilmente il brano più famoso, “The Calling”, rinominato “Pipes of Gold” e cantato in maniera più lenta rispetto alla versione su disco che siamo abituati a sentire.

“Foretell The Blood Flows” e “Death Illusion” danno occasione a Patrick di dedicarsi di più alle percussioni mentre il concerto si avvia verso la conclusione, delegata a “Shame on You” e, ovviamente, a “Like Stukas Angels Fall”.

Quella di Sixth Comm è stata una bella esibizione, Patrick Leagas sul palco riesce a coinvolgere, dialoga con il pubblico, emana carisma. Peccato non riesca a suonare le percussioni e a cantare insieme, il live ne gioverebbe non poco, ma va bene anche così.

Setlist concerto Sixth Comm:

Kirato e Sonfelte
The Winter Sadness
Will to War
Nothing Life
Carousel
Pipes of Gold
Foretell The Blood Flows
Death Illusion
Shame on You
Like Stukas Angels Fall

Links:

Confession @ MySpace

Sixth Comm: sito ufficiale

Sixth Comm @ MySpace

Sutcliffe Jügend: sito ufficiale

Sutcliffe Jügend @ MySpace

ANTIchildLEAGUE @ MySpace

Standgericht @ MySpace

Kindermord: sito ufficiale

Kindermord @ MySpace

Standgericht

Standgericht a Londra, Foto di Softblackstar

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