Svanzica: Eos

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Ver Sacrum Prendendo a modello Novembre (“Raindust meraviglia” li echeggia non solo nel titolo) ed Opeth, gli Svanzica da Verona intendono proporre un sound originale ed meditato, dallo strumentismo serrato ma non privo di momenti riflessivi, e da un cantato che, nel doppio registro pulito/growl, incide non poco sul risultato finale. Nulla di sconvolgente o che non si sia mai ascoltato fino ad ora, trattandosi comunque di una opera prima (preceduta dal promo del 2006 “Wounds”), in questa stregua va considerata. Le belle composizioni si fanno notare, come l’opener “Whispering”, “Anattà” e “Ceremonial lakespells”, certo che l’ombra degli svedesi di Akerfeld a tratti si fa davvero ingombrante, è proprio comunque nei passaggi più elaborati, indicativi di un interesse nei confronti del progressive rock, che Eos riserva i momenti più emozionanti e partecipati (“Liria Underground”). E proprio il pezzo che ho appena citato l’episodio forse meglio riuscito del lotto, la vera base sulla quale innalzare architetture armoniche più incisive e personali. Esordio positivo.

Per informazioni: www.myspace.com/svanzica
Web: http://www.club-inferno.org
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