Death In June: Symbols & Clouds

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Ver Sacrum No, non ci siamo proprio. Attendevo la ristampa in box extralusso per questi due album, ma a queste condizioni la cosa è davvero improponibile. Il cofanetto marmoreo contiene quelli che ritengo i due album più belli di Death In June, ovvero But, What Ends When The Symbols Shatters? e Rose Clouds Of Holocaust. Dov’è il problema? Innanzitutto che sono stati accorpati su un unico CD, e già questo sarebbe un motivo valido per snobbare il tutto. Sì, va bene, sono due dischi sequenziali, ma musicalmente hanno le loro differenze, e soprattutto “But, What Ends…” era una traccia di chiusura perfetta, a che pro inserire altra musica DOPO? Insomma, è una scelta piuttosto discutibile. Ma probabilmente c’è anche un altro motivo, e cioè che i due dischi, separatamente, avrebbero avuto un minutaggio assai ridotto, dato che, ed ecco l’altro buon motivo per non acquistare questa ristampa, le tracce scritte con David Tibet non sono state incluse. Sì, avete letto bene, niente “This Is Not Paradise”, “Lifebooks”, “Dædalus Rising” e “Jerusalem The Black”. In compenso però troverete “Cathedrals Of Tears” e “Leopard Flowers”, come premio di consolazione. Quanto tempo fa ha chiuso la WSD? Ormai sono anni, eppure Douglas P. ancora è lì a combattere da solo, come l’ultimo giapponese sperduto su un’isola che pensava che la Seconda Guerra Mondiale non fosse ancora finita. E una volta tanto il CD bonus, con tutte le tracce in versione acustica, non è niente male, ma tanto basterà aspettare circa sei mesi o poco più e uscirà anche singolarmente, così come è stato per gli altri. Speriamo in una ristampa decente e completa di questi due capolavori, nel frattempo Symbols & Clouds è la dimostrazione che, sotto la divisa militare, si nasconde una zitella inacidita.

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