Divine Muzak: Maison skinny

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Ver Sacrum I Divine Muzak sono un gruppo stranissimo: lo erano già ai tempi di Dialogue, pubblicato nel 2005, e di sicuro le cose non sono cambiate ora che è uscito questo Maison skinny, che anzi suona più particolare che mai. I due ragazzi di Bucharest, in passato, non disdegnavano le sonorità dark-neofolk (all’inizio erano palesi le somiglianze tra la loro proposta e certe cose degli ORE…), ma quello che più colpisce è il tipo di evoluzione che la musica creata da Julie e Dan ha avuto nel corso degli anni, difatti le nuove canzoni vanno molto oltre i canoni dei generi sopraccitati. Nel loro MySpace si parla addirittura di “hospital-pop”, termine a mio parere azzeccato per descrivere un sound orecchiabile e accattivante, ma allo stesso tempo bizzarro e per certi versi ambiguo, che ben si abbina con la voce sottile sottile di Julie e quella ben più profonda di Dan. Al primo ascolto i brani dell’album possono lasciare un po’ interdetti, ma con il tempo si rimane intrigati dalle atmosfere decadenti che caratterizzano un pezzo come “Love bang bang”, dalla semplicità disarmante di “Looney bunny” o dal synth-pop di gusto rétro di “Vienna”, tanto per fare alcuni esempi. Un disco tutto da scoprire insomma, e una band che ogni volta riesce a sorprendere.

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