Dommin: Love is gone

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Ver Sacrum Non vi nascondo di aver guardato con un certo scetticismo alla release di questo full-length dei Dommin, nuova band di cui ultimamente si sente parlare spesso, ma che per fortuna non è di quelle della serie “molto fumo e poco arrosto”. L’accostamento con il filone gothic-love metal ha un senso quando si fa riferimento al quartetto losangelino, ma i nostri hanno trovato un ottimo modo per far sì che i loro pezzi non suonino troppo sdolcinati, e anche le parti di tastiera che contraddistinguono questi ultimi suonano “epiche” ma non pacchiane. L’impressione iniziale è che i Dommin possano essere una versione alleggerita e più tirata (nel senso di punkeggiante…) dei Type O Negative, ma in effetti i paragoni che vengono in mente ascoltando il disco sono parecchi, specie per quanto riguarda le vocals (il singer Kristofer, tra l’altro dotato di un timbro piuttosto particolare, ricorda talvolta il buon Peter Steele ma anche altri due mostri sacri come Glenn Danzig e Maynard J. Keenan). Nonostante non tutti i brani siano dello stesso livello di “My heart, your hands”, “Dark holiday”, “One feeling” e “Love is gone” (di sicuro i migliori del mucchio…) si può dire che il cd sia davvero carino e, perché no, abbastanza “fresco” e privo di inutili fronzoli, caratteristiche che probabilmente porteranno il gruppo molto lontano e lo renderanno appetibile per un pubblico assai variegato.

TagsDommin
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