Nitzer Ebb: Industrial Complex

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Ver Sacrum A ben 15 anni di distanza dal loro ultimo album (anche se nel frattempo erano tornati in attività in sede “live”), ecco un nuovo (attesissimo) disco per i Nitzer Ebb, band da annoverare tra i pionieri della scena EBM. Il duo formato da Douglas McCarthy e Bon Harris affida il suo ritorno a Industrial Complex, disco (prodotto da Flood e che si avvale della presenza di Martin Gore nel brano “Once you say”) decisamente buono che dimostra come la classe ed il talento siano fattori indipendenti dalla carta d’identità. Il sound dell’album è fedele all’EBM più classica, ma prodotta e arrangiata con gusto moderno, per un risultato ottimale. Si parte ottimamente con “Promises”, “Once you say” e “Never known”, un trittico che esalta e convince: ritmo ed adrenalina per brani che promettono benissimo anche dal vivo. La successiva “Going away” porta un po’ di quiete (“I am undone” è l’altro brano “soft” del disco, nonché una delle mie preferite); ritmi sostenuti anche per le valide “Down on you knees”, “My door is open” e “I don’t know you”, mentre non convincono “Payroll” (questa per il suo cantato), “Kiss kiss bang bang” e la conclusiva “Traveling”. La lunga attesa è stata ripagata ed Industrial Complex è un disco con le carte in regola per compiacere fans vecchi e nuovi del duo britannico. Da rilevare come il disco sia in commercio in due diverse versioni, una per Major Records ed una per Alfa Matrix; ferma restando la tracklist delle dodici tracce che compongono l’album vero e proprio, la versione dell’etichetta belga è corredata da alcuni remix esclusivi.

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