Allgrena: Ursprung

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Ver Sacrum La prima cosa che mi è venuta in mente, ascoltando questo CD, è il suo essere decisamente fuori moda; così fuori moda che, al primissimo impatto, mi aveva lasciato alquanto indifferente. La musica da loro proposta sembra posizionarsi all’interno di un genere ormai desueto, simile a quella che, diversi anni fa, avremmo genericamente chiamato ‘musica industriale’, visto che, all’epoca, le decine di sottogeneri a cui oggi siamo tranquillamente abituati ancora non erano stati individuati e classificati. In questo Ursprung troviamo i segni lasciati da gruppi storici: un po’ di Einsturzende Neubauten nelle sonorità metalliche di strumenti autocostruiti, un po’ di Cabaret Voltaire nello sfruttamento di strumentazione più ‘usuale’ a creare un muro umoristico distorto, un po’ di Laibach nelle forme declamatorie (anche se, in genere, prive della marzialità degli sloveni), un po’ di Throbbing Gristle nell’approccio generale ai suoni. Insomma Franz Nigl, mente unica alle spalle del progetto, riesce a scomodare buona parte dei soci fondatori del genere musicale in cui si inserisce, riuscendo a produrre un disco piuttosto interessante pur se non innovativo; d’altro canto, non mi sentirei nemmeno di dire che si tratta di un’opera derivativa, in quanto le fonti sono citate ma non pedissequamente imitate: nel complesso, l’impressione che mi è rimasta è quella di simpatia nei confronti di una scelta sicuramente controcorrente ma, in fondo, nient’affatto spiacevole. È difficile, d’altra parte, immaginare un possibile mercato per un prodotto come questo e la cosa, un pochino, mi dispiace.

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