Elegi: Varde

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Ver Sacrum Questo progetto norvegese, costituito dal solo multistrumentista norvegese Tommy Jansen, affonda le proprie radici nello stesso humus culturale dei Nest (recensiti poco più avanti): l’etichetta per cui incide è, infatti, gestita da Erik Skodvin, seconda metà dei Deaf Center (l’altra metà, Otto Totkand, è elemento dei Nest). Varde rappresenta la seconda uscita del progetto dopo Sistereis nonché la seconda parte di una trilogia che il nosto inciderà per l’etichetta Miasmah: si tratta di un lavoro estremamente interessante, al punto che mi dispiace di non essere riuscito ad ascoltarlo per tempo, altrimenti avrebbe potuto entrare a far parte dlla playlist di fine anno scorso. La descrizione del suono potrebbe essere relativamente facile, se non fosse per il timore di penalizzare le sue qualità facendolo passare per qualcosa di banale: si tratta di una sorta di via di mezzo tra suoni dark ambient, tentazioni neoclassiche e un qualcosa che si potrebbe definire come “doom acustico” (???), il tutto condito con abbondanti glitch e suoni concreti: di fatto si tratta di una delle cose più originali ascoltate negli ultimi tempi, al punto che non mi riesce assolutamente facile trovare un gruppo a cui paragonarli. Nel complesso è una musica che comunica tensione, con tratti oscuri e strutture raramente statiche; splendidi nella loro cupezza i momenti in cui al centro dell’attenzione si posiziona il violoncello, molto più romantici ma non meno gustosi quelli in cui lo fanno il pianoforte o i violini. Non resta che segnalare che Elegi sta per pubblicare un nuovo lavoro, previsto in primavera, al di fuori della trilogia suddetta e che, per ciò stesso, potrebbe essere alquanto differente da questo: inutile dire che lo attendo con estrema curiosità.

TagsElegi
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