Raison d'Être: The Stains of the Embodied Sacrifice

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Ver Sacrum Al di fuori di ogni ragionevole dubbio, Raison d’Être è uno dei massimi esponenti all’interno della scena musicale in cui milita, oltre ad essenre uno dei creatori. Le motivazioni possono essere numerose: quello che colpisce nella musica di questo progetto sono la pienezza del suono e la complessità delle strutture ma, allo stesso tempo, la sensazione di organicità del complesso sonoro che è rarissimo trovare altrove. Siamo abituati al fatto che la musica dark ambient sia inquietante e gelida ma, lungo lo svolgimento dei brani, in genere accade poco o niente, le evoluzioni sono lente, i drone accupano quasi totalmente la scena. Nei brani di Raison d’Être, invece, accade un po’ di tutto: suoni di tensioni metalliche si sovrappongono a quelli di miriadi di piccole percussioni, tratti prossimi al silenzio si alternano a pieni sonori portentosi, cori campionati e ambientazioni tendono a creare sensazioni più profondamente malinconiche rispetto ai cliché del genere. Stupisce anche il fatto che Peter Andersson sembra non perdere l’ispirazione e, pur in un ambiente dalle pareti strette, si è evoluto nel tempo (basta fare un confronto con Prospectus I) miscelando diversamente elementi che, in buona parte, sono sempre gli stessi. È probabile che questo suo progetto non sia più in grado di stupirci, ma considerata la sua longevità e il numero di produzioni uscite a suo nome, anche il fatto di non aver mai deluso le aspettative (quantomeno le mie), secondo me, ha il suo perché.

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