Simon Ballestrazzi, Max Eastley, Alessandro Olla & Z'Ev: Floating Signal

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Ver Sacrum Se non fosse per la presenza di agitatori storici della scena industriale (penso in particolare a Z’Ev e Ballestrazzi), questo disco avrebbe avuto scarsissime probabilità di essere recensito da queste parti: in effetti la musica espressa del particolarissimo ensemble si troverebbe molto più a suo agio tra quelli legati all’improvvisazione e alla musica concreta, soprattutto per il sound che viene prodotto. Si tratta di un lavoro di non facile fruizione, dal suono probabilmente troppo secco e scarno per interessare gli amanti delle sonorità industrial. La musica contenuta in questo CD ha una storia piuttosto articolata, essendo nata in diverse sessioni in cui i musicisti hanno improvvisato, talvolta a gruppi, talaltra da soli su nastri precedentemente registrati dagli altri. Queste registrazioni hanno avuto come risultato quattro ore di musica che, opportunamente trattate e rieditate, hanno dato vita ai cinquantasette minuti di questa release. Difficile spiegare cosa ci si può aspettare dall’ascolto: per dare un’idea dei ruoli, Ballestrazzi e Olla si sono dedicati alla parte digitale attraverso l’uso dei lapotp, Z’Ev all’uso delle sue percussioni autocostruite ed Eastley al suo (anch’esso autocostruito) arc; di certo l’ascolto è quantomai ostico, una sorta di lungo rituale improvvisato (il che è di per sé un affascinante ossimoro), spesso incentrato sulle incredibili percussioni di Z’Ev ma anche fortemente caratterizzato dalle forti dissonanze dell’arc, mentre l’elettronica sembra essere più di contorno, legata alla generazione di glitch e miscelazione dei suoni che alla parte strutturale. Un lavoro interessante quanto difficile.

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