Autodafeh: Identity Unknown

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Ver Sacrum A qualche mese di distanza dal pregevole mcd Re:lectro, ecco il secondo full-lenght per gli Autodafeh, band svedese che anche in questo nuovo lavoro palesa la sua devozione per l’ebm “old school” e per i Front 242 in primis (tra l’altro, Daniel B. è presente in qualità di remixer della conclusiva “DWF”). Identity Unknown si articola in tredici episodi di pulsante ebm su cui l’ingombrante figura del colosso belga si staglia in maniera prepotente, ma nonostante l’assoluta mancanza di originalità (in certi brani siamo al limite del plagio), gli Autodafeh sanno farsi apprezzare ed il disco risulterà entusiasmante per chi ama queste sonorità. In un disco assolutamente godibile, spiccano brani come “Love, Hate and Pain” (qui sono i Nitzer Ebb l’inevitabile figura di riferimento), “Divided we fall”, la title-track e “Fake”. Disco “muscolare” come il genere richiede, Identity Unknown è un disco brillante e godibile seppur non certo originale.

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