Mallory Switch: Mallory

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Ver Sacrum E tre! Dopo Dperd ed Interferenze, sono i Mallory Switch a rimpolpare le file degli act nazionali che in quesi mesi stanno letteralmente monopolizzando le mie play-list! Le casse dello stereo rimbombano “Dirt” mentre digito queste mie: grande voce, scariche di adrenalina, melodia e cattiveria ben dosate. Rock’n’roll del nuovo millennio, futurista ed industriale, tra le avances shirleymansoniane di “Mother Earth” (come resistere al suo mellifluo ciondolare…) e le frustate di “You made my shitlist” (c’è pure molto dell’altro Manson in Mallory, siete avvisati!), “Evolution machine” che si scontra con “Business Television”, ed è tutto bello, tutto perfetto, la produzione (interagisce Marco Trentacoste), il booklet, le canzoni, ovviamente, se mancano quelle che disco sarebbe, eppure quante pubblicazioni inutili prive proprio di song sensate continuano ad infastidirci? Rischiamo di non notare Mallory, e sarebbe un delitto, dei peggiori. Le pennate feroci di “Brand new world”, l’angosciante e nera “Mumbling my time”, servono ulteriori prove? Ah!, “Flow”, ecco l’altro Manson! Il desco è apparecchiato a dovere, accomodatevi e suggete questa ambrosia sintetica, questo miele teknologiko, nettari dei quali non potrete poi privarvi. Rischiereste la morte per inedia, mica scherzi! Tradirei il mio spirito di entusiasta propagatore se non vi consigliassi, caldamente, questo dischetto e, per ora, ri-schiaccio il tasto play!

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