The Archetype: The fallen grace

0
Condividi:

Ver Sacrum Le aspettative da molti manifestate (me compreso) nei confronti di questo giuovine quintetto italico sono ben riposte. The fallen grace affonda le proprie (già salde) radici nel fertile humus cosparso nel corso della sua onorata carriera dagli Opeth, prendendo le mosse dai capolavori rilasciati a Akerfeld e compagni ed irrorandoli con abbondanti dosi di un temperamento delineato. “The fall” e l’intro new-prog di “Parasites”, come le cangianti atmosfere sonore di “Ghost” dimostrano che i libri di testo possono essere tranquillamente riposti nei loro scaffali, in attesa magari di venir consultati, solo per un rapido ripasso, più avanti, chissà, da ora la ricerca di un percorso artistico ancor più personale può aver principio. Le basi per un futuro radioso sono evidenti, si ascolti la magnifica “Ethereal”, song che cresce lambendo vette di ispirato lirismo, ma l’intiero The fallen grace riserva numerosi motivi di giustificata soddisfazione anche a chi cultore di questi specifici suoni non lo è, accontentandosi di ascoltare solo buona musica. Progressive/dark/metal una volta tanto sono termini che non vanno spesi con affettata enfasi, designando solo alcune delle coordinate stilistiche che intersecano questa pregiata release. I protagonisti, ora, per una meritata citazione: Giordano Bruni ed Alessandro Italiani alle chitarre, Niccolò Falciani al basso, Gianluca Rossi alle voci, produzione (e tastiere) di Marco Ribecai, mastering di Goran Finnberg. Eccellente l’artwork per un’opera professionale da qualsisia punto di vista la si

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.