Ignis Vrbis Mithrae: Sacrae Romanae Origines

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Ver Sacrum Dalla fusione di elementi provenienti dalle passate esperienze di Camerata Mediolanense e Pavor Nocturnus dei suoi membri ha preso vita questa particolare creatura artistica davvero interessante. Le sonorità evocate sono caratteizzate da una ricerca della profondità mitica delle immagini davvero potente. I toni marziali che sembra caratterizare l’espressività del progetto, in realtà, non attingono sic et simpliciter alla retorica fascista del ‘900 ma tendono ad immergersi nelle oscurità dei secoli da cui la civiltà romana sembra essere emersa come Mistero. Ai militareschi tamburi di “Natvs Prima Luce” le milizie che marciano non sembrano indossare camice nere ma le corazze delle legioni romane. La band quindi non merita di essere relagata tout court tra le soluzioni nostalgiche che talvoltano portano su cd i loro deliri fuori dal tempo, ma come un progetto artistico che, inserendosi nell’alveo del folk più sensibile ai temi della Tradizione, tende ad un’accurata ricerca delle radici più profonde di un potere storico che comunque conosce una sua mistica la quale, evidentemente, il cristianesimo prima ed il socialismo dopo non sono riusciti a soffocare del tutto. Un disco di “destra” ? Beh ! Perlomeno Ignis Vrbis Mithrae, con le sue sonorità ipnotiche e profonde, non ci propone una plutocrazia mediatica fatta di spot televisivi, fanciulle escort e dispregio della legalità, ma un’esperienza spirituale e misteriosofica prima che artistica, la qual cosa è per me senz’altro una forma di creatività più positiva. Opera affascinante che merità attenzione senza pregiudizi

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