Leaether Strip: Mental Slavery

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Ver Sacrum Ammetto di non saper piu’ cosa scrivere riguardo Leaether Strip. La quantità di pubblicazioni, tra nuovi album e ristampe, con cui Claus Larsen ci sta sommergendo da quando è tornato sulle scene (2005 con il mcd Suicide bombers), è impressionante, ma purtroppo a cotanta quantità non corrisponde (almeno per quanto riguarda le nuove cose), altrettanta qualità. Mental Slavery è già il quinto album della seconda vita artistica del progetto danese ed ovviamente anche questa volta si tratta di una bulimica release, disponibile in doppio o addirittura triplo cd (la “limited edition” contiene infatti un terzo dischetto, denominato “Mental disturbance”, contenente 17 remix e, udite udite, in questo box è incluso un codice tramite il quale si possono scaricare altri 18 remix riuniti sotto l’etichetta “Mental ricovery”). Accantoniamo quest’orgia di remix (grazie a Dio non inclusi nel promo in nostro possesso) e torniamo alla versione standard del disco: due cd per un totale di 30 brani, che non dicono ovviamente niente di nuovo su Leaether Strip: ebm che alterna episodi piu’ marcatamente ballabili e pezzi maggiormente cupi e riflessivi; è proprio in questa seconda categoria che ho trovato le cose maggiormente convincenti (“What have I done”, brano che si avvale della partecipazione di Andy Sex Gang, “My shadow is your home”, “Slow”, “Abscido”). Ritengo che se Claus Larsen avesse realizzato un cd “normale” con non piu’ di dieci dei trenta brani qui presenti, saremmo stati al cospetto di un lavoro certamente non esaltante, ma comunque apprezzabile e da promuovere, invece ci tocca la solita abbuffata contraddistinta da troppi pezzi anonimi e superflui. Giudicate voi se ne vale la pena…

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