Dernière Volonté: Immortel

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Le velleità elettro-pop timidamente messe in mostra in alcuni brani del precedente Devant le miroir (2006) e che avevano trovato pieno sfogo con la creazione del progetto Position Parallele e la realizzazione dell’omonimo album (2008), vengono riproposte in maniera ormai sfacciata in Immortel, nuovo ed attesissimo album del progetto di Geoffroy D. inevitabilemte destinato a spiazzare i fans di vecchia data. Anche se alcuni tratti di DV restano sempre ben marcati (la bella voce, i testi poetici ed una malinconia intrinseca), è innegabile che Immortel suoni molto piu’ “pop” e prossimo a Position Parallele che non ai precedenti lavori del progetto francese. Basta il secondo brano del nuovo album, “Languissant”, per capire che DV ha deciso di dare una svolta al suo sound: pezzo carino, ma in questo, come in buona parte del disco, i toni plumbei ed apocalittici dei primi album sono praticamente assenti, a favore di strutture in massima parte ariose ed elettro-wave. Se si accetta la virata stilistica di Dernière Volonté, si possono anche apprezzare le varie “Rien a aimer”, “Le plus secret”, “Maintanant” e “Immortel”, brani discreti ma che escono inevitabilmente sconfitti al cospetto del vecchio repertorio. Per Dernière Volonté si era coniata la definizione di military-pop, ma del primo elemento non vi è ormai praticamente piu’ traccia nel progetto francese: le percussioni sono ora decisamente in secondo piano rispetto ai synth e se è vero che chi vi scrive non ha nulla contro il sound-sintetico (anzi…) è altresì vero che preferivo certamente il Dernière Volonté di una volta. Nel complesso non riesco a definire Immortel un brutto disco, ma indubbiamente è il piu’ debole della discografia di DV ed è destinato a lasciare insoddisfatti buona parte dei suoi fans. Il tempo ci dirà se questa svolta sia senza ritorno o meno.

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