Murderdolls: Women and children last

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Ve li ricordate i Murderdolls? Per chi non li avesse mai sentiti nominare dirò che, nel 2002, cinque tizi che sembravano i cugini di Manson e Twiggy Ramirez tirarono fuori un disco destinato a lasciare il segno, ovvero quel Beyond the Valley of the Murderdolls che, negli anni a seguire, indusse non poche giovani band a cimentarsi con il cosiddetto horror punk. In realtà un paio dei tizi in questione, che poi erano anche gli unici autori delle musiche e dei testi del disco, rispondono ai nomi di Joey Jordison (sì, proprio lui, il batterista degli Slipknot e attualmente anche di Rob Zombie, che in passato ha suonato pure con Ministry, Satyricon e altri ancora…) e di Wednesday 13 (inutile nominare tutti i suoi gruppi, che sono parecchi, per cui limitiamoci a menzionare quello che porta il suo stesso nome e i Gunfire 76…), due personaggi che proprio non riescono a starsene con le mani in mano, e che di recente hanno deciso di riesumare la loro ex band. Ancora una volta hanno fatto tutto da soli (ma dal vivo la formazione sarà di cinque elementi, tre dei quali diversi dai precedenti…) e, come un po’ c’era da aspettarsi, hanno dato vita a song dirette e compatte, mediamente meno “tirate” di quelle contenute nell’esordio, ma comunque non prive di quel particolare appeal che rende i Murderdolls unici nel loro genere. Saranno le vocals al vetriolo del buon Wednesday (ma che si beve questo prima di cantare, la varechina?!?), i riffoni di chitarra grezzi e taglienti oppure la produzione a dir poco “ignorante” di  Chris Harris, ma brani come “Nowhere”, “Homicide drive”, “My dark place alone” o “Chapel of blood” hanno il loro perché, e dimostrano che i due “enfants terribles” sanno bene come far muovere le testoline dei loro ascoltatori. Nessuna grossa novità insomma, ma tante canzoni di grande impatto che non mancheranno di accrescere la (già notevolmente ampia) fanbase del gruppo. I Murderdolls ci erano mancati, e speriamo che siano tornati per restare a lungo.

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