Issa: Sign of Angels

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Che la Scandinavia sia terra prodiga di talenti musicali, è dato assodato. Non che ogni operina proveniente da quei paesi sia da considerare capolavoro a scatola chiusa (tale fiducia incrollabile la si riserva solo ad una nota marca di prodotti in scatola), sicuramente l’assioma che quanto svedesi/norvegesi/finnici (ed in misura minore danesi) rilasciano sul mercato in gran copia sia per forza di qualità superiore si è affermato fra i fruitori di musica, sopra tutto alternativa (boh?, mi chiedo a volte che voglia significare… comunque è termine comodo e sempre a la page). Prendiamo la nostra giuovinotta dalle belle grazie, la biondissima norrena Issa, la quale si fa aiutare da uno stuolo di musicisti assai noti in ambito melodic-rock per sostenere uno sforzo impressionante teso alla definizione di un sound bombastico, ammiccante, vincente. Se le Indica hanno spostato i favori di parte della platea verso una formula sempre più edulcorata di metal goth female-fronted, tanto da lambire senza falsi pudori i limiti del pop da classifica (formula baciata da un successo senza pari), servendosi dei servigi di Tuomas Holopainen, Issa non si tira certamente indietro quando si tratta di infilare una canzone vincente dietro l’altra, per un risultato di grande effetto esaltato vieppiù dalla ottima produzione di Ronny Milianowicz (Saint Deamon, a conferma che il binomio producer/bella voce è carta preziosa da giuocare senza bluff). Così, tra una ballatona e l’altra, brani come “Angels crying”, “River of love” e la pregevole “Closer” (incrocio tra alterna/glam ed A.O.R.) colgono il segno, lasciandoci infine soddisfatti e beati. Sign of Angels è albo da ascoltare nei momenti disimpegnati della giornata, non v’è traccia (se non flebilissima in alcuni episodi) di goth/dark, epperò è proprio un bel disco!

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