The Owl Service: The View From A Hill

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Dopo il bell’EP The Burn Comes Down mi aspettavo molto di più dall’album ufficiale dell’ensemble anglosassone, invece è un disco un po’ pesante e autocompiaciuto. Tanto per cominciare è la seconda parte della ambiziosa trilogia The Pattern Beneath The Plough, alla ricerca della tradizione inglese più autoctona e chiusa. Il punto è che il disco è talmente concentrato a riproporre quei suoni, e il gruppo è talmente bravo nella sua scrupolosità da perdere quei connotati personali che lo farebbero spiccare. Sembra di ascoltare un disco degli Steeleye Span, solo con 30 anni di ritardo, con i pro e i contro che questo comporta. Di certo se si amano quei suoni è un disco a cui prestare attenzione, perché il gruppo sa il fatto suo, però bisogna considerare che davvero quest’album sembra catapultato fuori dalla macchina del tempo, senza considerare tutto quello che nel frattempo è cambiato nell’ambito del folk stesso. Da prendere con le pinze, ma a questo punto aspetto la conclusione di questa trilogia.

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