Covenant

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TourdeForce

TourdeForce (foto di Candyman)

Da qualche anno a questa parte, Torino è la città in cui si apre la mia personale stagione concertistica; se lo scorso anno erano stati i VNV Nation il motivo della trasferta, questa volta sono i Covenant (supportati dai “nostri” Sell System e TourdeForce) a portarci nel capoluogo piemontese.

La serata si svolge all’interno dell’enorme area del Lingotto e non è stato facile trovare lo spazio riservato ai concerti, per raggiungere il quale abbiamo dovuto attraversare un centro commerciale e quindi infiniti stands che proponevano allettanti grigliate miste e assai meno accattivante musica latino-americana, per tacere della varia umanità che popolava il luogo (sopratutto a fine serata, per uscire dall’erea, ci siamo imbattuti in personaggi che mi limiterò a definire pittoreschi).

E’ la voce di Roby, vocalist dei TourdeForce a guidarci verso il palco, davvero molto grande e molto alto, circondato da uno spazio assai ampio (forse anche troppo, visto che nonostante il buon afflusso di pubblico, l’area risulta inevitabilmente dispersiva) e con alle spalle un enorme edificio dalla interessante architettura. Come dicevo, i TourdeForce hanno già iniziato a suonare, ma suppongo da poco, visto che faremo in tempo ad assistere ad oltre mezz’ora del loro concerto, nel corso del quale la band bergamasca ci propone diversi brani del loro repertorio, attingendo a piene mani dall’album Colours in life ; elettro-pop assai gradevole e danzereccio, che nella circostanza mette in bella evidenza le doti vocali di Roby e la sua notevole presenza scenica. Peccato che il pubblico non sia in questo momento ancora molto numeroso, perchè i TourdeForce (che per altro vedevo, colpevolmente, per la prima volta dal vivo) si sono confermati una band assolutamente valida, tanto su disco quanto in ambito “live”.

E’ quindi la volta dei Sell System, trio torinese anch’esso dedito all’elettro-pop, con all’attivo l’album Red Room , edito dalla Breakdown Records (stessa label dei TourdeForce); se il disco non mi era dispiaciuto, devo dire che dal vivo la band non mi è parsa molto coinvolgente e sicuramente sotto questo aspetto i Sell System hanno ancora da lavorare.

Eccoci finalmente ai Covenant; dopo la triste (non certo per colpa della band svedese) esibizione di Fano, quest’anno Eskil & co. ci regalano una performance di ottimo livello, supportati da un pubblico abbastanza numeroso e decisamente caloroso, che stasera è qua solo per loro e non mancherà di trasmettere alla band il suo entusiasmo. Dal canto loro, i Covenant ci ripagano con un’ ora e mezza abbondante di show, nel corso del quale propongono una scaletta da “greatest-hits”, con anche un paio di brani nuovi che figureranno nel nuovo (ed ahimè pluri-rinviato) Modern Ruin . Eskil,  nel suo ormai consueto completo bianco, è al solito un’impeccabile frontman; lo accompagnano  Daniel Myer (che stasera compie gli anni e che verrà simpaticamente festeggiato sul palco in un’intervallo del concerto) ed un terzo elemento già presente a Fano (a questo punto temo veramente che Joakim Montelius non faccia piu’ parte della band).

Un grande show, all’insegna dell’ eccellente elettro-pop che la band svedese ci ha offerto nel corso della sua ormai lunga carriera; la scaletta parla da sola ed ha toccato tutta la discografia dei Covenant, da “Theremin”, inclusa nel primo album Dreams of a cryotank alle nuove (e per altro valide) “Dynamo clock” e “If I would give my soul”, toccando forse l’apice dell’entusiasmo sulla fantastica “Call the ships to port”, un pezzo che mi esalta ogni volta che la sento e che specialmente dal vivo risulta assolutamente trascinante. Un ottimo concerto che il calore del pubblico non voleva far finire, chiuso con l’anthem “One world, one sky” e che dal mio punto di vista ha ribadto (se mai ve ne fosse stato bisogno) il valore dei Covenant ed il loro ruolo di numeri uno in assoluto della scena elettro-pop.

In chiusura, doverosi e meritati ringraziamenti a Lesley ed Alex ed a tutti coloro che ancora si ostinano ad organizzare concerti interessanti in Italia.

Scaletta Covenant
1. Stalker
2. Figurehead
2. We stand alone
4. Dynamo clock
5. Bullett
6. Theremin
7. Brave new world
8. The men
9. I am
10. Der leiermann
11. Ritual noise
12. 20hz
13. Dead stars
14. If I would give my soul
15. Call the ships to port
16. One world, one sky

Covenant

Covenant (foto di Candyman)

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13 comments

  1. Gana 15 Settembre, 2010 at 17:45

    Come di consueto un ottimo report. Cresce vieppiù l’attesa di questo benedettissimo Modern Ruin. I Nostri sono usi prenersi lunghe (e meritate) pause tra un capitolo e l’altro della loro quasi ventennale carriera ma tre anni sono quasi un ciclo geologico…

  2. Davide 15 Settembre, 2010 at 21:21

    Buonasera, ci terrei a precisare che i Covenant sono una band future-pop (non elettro-pop) e che Joakim Montelius non è stato escluso dal gruppo essendo il quasi totale autore dei brani di tutta la loro discografia.

    Per il commento sui gruppi spalla direi che sarebbe utile e consigliato un’analisi oggettiva e non soggettiva, poi, forse, è più impegnativo muovere quasi 200 persone che muoverne 30, quindi credo che tutto vada calibrato a seconda della situazione… detto questo tutti hanno dato il massimo ed è questo che ha reso la serata indimenticabile!!!

    Ci auguriamo tutti che se ne facciamo molte altre così!!!

    Grazie Leslye e Alex.

    PS: preghiamo tutti per l’uscita di Modern Ruin!!! 🙂

  3. Giorgio/Candyman 15 Settembre, 2010 at 23:07

    Grazie del commento Marcello! Purtroppo a quanto pare, per il nuovo album dovremo attendere l’inizio del 2011 🙁

  4. Lau 15 Settembre, 2010 at 23:42

    Più che un ottimo report, lo definirei un ottimo racconto e di sicuro non una recensione. Per definirsi tale avresti dovuto dedicare lo stesso spazio di analisi ad ogni gruppo, o almeno ai due gruppi di supporto. Inoltre hai avanzato delle critiche senza argomentarle, quindi le hai rese assolutamente inutili.
    Anch’io ho assistito al concerto e, senza togliere nulla alle doti canore di “Roby”, posso affermare che i TourdeForce non sono stati molto coinvolgenti a livello scenico, ma anzi fin troppo “statici”. Invece, contrariamente al tuo parere, sottolinerei la capacità dei Sell System di creare un contatto con il pubblico non solo con la loro musica ma anche con la loro presenza scenica. Sicuramente dalla loro esibizione emerge il lavoro fatto dall’inizio della loro carriera fino a questo momento.
    Mi sembra superfluo parlare dei Covenant visto che si sono dimostrati all’altezza della loro fama grazie ad una grande performance apprezzabile sia da un punto di vista scenico che musicale.

  5. lucimei 16 Settembre, 2010 at 09:29

    credo che fare recensioni non voglia necessariamente dire “lamentarsi di qualsiasi cosa”!
    a partire dal luogo, poi il fatto che ci fossero luoghi per la ristorazione, tutte cose aggiunte al pezzo evidentemente per prolungarlo, non avendo un’argomentazione valida!!!
    io c’ero, la musica era ottima, la serata coinvolgente e se si imparasse ad ascoltare musica un pò più nostrana, anzichè elogiare sempre e solo quel che proviene dall’esterno, magari inizieremo ad incoraggiare moltissimi gruppi che rimangono nell’ombra, con delle doti a volte maggiori dei gruppi più famosi…
    per il resto sono assolutamente daccordo con lau.

  6. Giorgio (Candyman) 16 Settembre, 2010 at 09:43

    Innanzi tutto, grazie per i commenti e le critiche… dopo averli tanto invocati, sono/siamo contenti che siano arrivati. Detto questo, la differenza tra future-pop ed elettro-pop mi pare questione di lana caprina… avrei potuto benissimo usare la prima definizione piuttosto che la seconda e per come la vedo io non sarebbe cambiato nulla. Che Joakim Montelius faccia ancora parte della band mi può fare solo che piacere, visto che è stato fondamentale in fase di songwriting nel corso di questi anni; non vedendolo sul palco nè a Fano, nè a Torino, qualche dubbio m’era venuto (e non solo a me…. avevo chiesto informazioni anche ad Alex, il quale mi ha detto che non aveva avuto il coraggio di chiedere nulla ad Eskil riguardo questa situazione). Con tutto il rispetto per i gruppi di supporto, dedicare piu’ spazio ai Covenant mi pare normale; ogni report/recensione è soggettiva, nessuno pretende di essere depositario della verità, ci si limita a raccontare una serata, descrivere un disco (in questo secondo caso, sperando di stimolare il lettore all’ascolto/acquisto dello stesso). Sarebbe certamente piu’ facile scrivere sempre benissimo di tutto e di tutti (come fanno certi “colleghi”); io preferisco scrivere ciò che penso, l’importante è la buona fede e questo credo che mi debba essere riconosciuto. Saluti a tutti.

  7. Giorgio (Candyman) 16 Settembre, 2010 at 10:42

    Non vorrei che la querelle diventasse infinita, ma poichè ho visto il commento di lucimei solo dopo aver scritto il mio precedente intervento, sono “costretto” a intervenire di nuovo. Di cosa mi sarei lamentato? Che il posto era difficile da trovare? Non ho parlato con una sola persona che non abbia avuto difficoltà a trovarlo, ma scrivere questo non mi pare una critica a nessuno. Il descrivere il “contesto atipico” mi pare una nota di colore irrinunciabile (chissà come mai anche questo aspetto è stato condiviso da tutti quelli con cui ho parlato). Se si parla di esterofilia, beh, allora la calma la perdo proprio, perchè si dimostra che non mi si conosce e non si conoscono i miei articoli (niente di male, per carità, non sono il Corriere della Sera e non pretendo di esserlo, ma almeno evitiamo di scrivere inesattezze!), visto che se si scava su VS si trovano mie lusinghiere recensioni per Halo Effect, Infieri, Pulcher Femina, Blank, Syrian, Zer AD, TourdeForce, Sell System, Hidden Place, Ianva, Edida Aurea, ecc….quindi, se c’è uno che conosce, e promuove i gruppi italiani, quello sono io!! Trovo veramente grottesco che un articolo che promuove IN TOTO la serata stia diventanto fonte di polemiche.

  8. Lua 16 Settembre, 2010 at 14:44

    Nella Bolgia di Internet esiste una costante, curiosa e spiacevole voluttà: ogni qual volta che agli utenti è concesso uno spazio per esprimere un commento si coglie puntualmente l’occasione per sciorinare impulsivamente inesattezze e critiche senza criterio e senza il minimo rispetto per chi ha steso un articolo o una recensione.
    Siamo tutti così profondamente infelici?
    Comprendo che l’ego di Lau sia stato obnubilato, ma… tant’è.
    Riporto le lucide parole di Giorgio: “ogni report/recensione è soggettiva, nessuno pretende di essere depositario della verità”. Ha ragione!
    Lua: non avevi il diritto di criticare così subdolamente i TourdeForce (cosa ti hanno fatto di male?) per elogiare poche righe dopo, con un radioso climax, la carriera dei Sell System.
    Lua: i Covenant hanno una carriera.
    I Covenant sono stati gli headliner, ed è il minimo che a loro venga dedicato uno spazio più consistente.
    Ma come si fa a scrivere “Più che un ottimo report, lo definirei un ottimo racconto e di sicuro non una recensione”? Ma allora scrivila te la tua “recensione di sicuro” e creati un blog, pubblicala, postala, firmati Lau, oppure metti un nome completamente a caso, che tanto è lo stesso: per dirla alla Marchese del Grillo, resta il fatto che Ver Sacrum sia Ver Sacrum, mentre tu (col tuo commento e la tua eventuale recensione) sei… Lau.
    Così come io sono Lua.
    “Lua” come “Luanah”.
    Con l’h.

  9. erik 17 Settembre, 2010 at 16:10

    io personalmente ho trovato molto convincenti i Sell System. molto più dei Tour de Force, che -anzi- ritengo l’articolista abbia sopravvalutato (non a caso i Sell System han suonato dopo i Tour de Force per chi abbia orecchie per capire).
    inoltre sono arrivato con la massima facilità al palco dei covenant e ben vengano gli stand sudamericani. é ora di finirla di fare i dark che snobbano il latino americano poi tutti lì a mangaire lo spiedino eh!? (ne ho visti!!! magari anche l’amico Candyman?)
    saluti
    E

  10. Giorgio/Candyman 17 Settembre, 2010 at 19:18

    All’ultimo Amphi Festival, Destroid ha suonato molto prima di Blutengel o ASP, eppure per me il primo è 1.000 volte meglio degli altri due, ergo “de gustibus”. Sugli stands sudamericani e spiedini (che avrei mangiato molto più volentieri del mediocre piatto di pasta rimediato al centro commerciale), che devo dire ancora? Non c’è peggior sordo di non vuol capire, continuate pure.

  11. Erik 18 Settembre, 2010 at 10:28

    Io capisco una cosa: che con questi toni canzonatori non si aiuta a crescere una scena. Io sono per il FARE non il PARLARE, per l ORGANIZZARE non per il COMMENTARE, per il SUONARE non per il SUONARLA!! Io sto con Lesley e Sell System!

  12. Christian Dex 18 Settembre, 2010 at 13:57

    @Erik: sinceramente non vedo dove siano i toni canzonatori in questa recensione
    Mi sembra doveroso che ognuno esprima le proprie opinioni, da una parte (noi della redazione) e giustamente dall’altra (voi lettori). Sempre però con buona fede e senza degenerare.
    Cerchiamo quindi di esprimere sì critiche ma almeno motivate e circostanziate. E soprattutto… calma e sangue freddo!
    Ciao (calmiamoci tutti please…)

  13. Chris 19 Settembre, 2010 at 08:56

    “Che il posto era difficile da trovare? Non ho parlato con una sola persona che non abbia avuto difficoltà a trovarlo, ma scrivere questo non mi pare una critica a nessuno. Il descrivere il “contesto atipico” mi pare una nota di colore irrinunciabile (chissà come mai anche questo aspetto è stato condiviso da tutti quelli con cui ho parlato)”.
    Cazzo si, io ci sono andato anche per altre cose, presentazione di un evento legato alla SLA, e sono diventato letteralmente scemo a cercare di trovare lo spazio predisposto. Non c’è nessun male a segnalare la cosa in una recensione qualsiasi, è anche confortante, per chi ha perso un mucchio di tempo inutile, sapere che non è stato il solo ma è proprio un problema logistico a cui gli organizzatori, magari, dovrebbero porvi rimedio nelle edizioni successive. Comunque a me la recensione è piaciuta, non mi è sembrata un “racconto” ma una normalissima recensione. Esterofilia?! Ma se io voglio reggere una recensione di una serata del genere mi sembra ovvio che mi aspetto che la maggior parte dello spazio sia dedicata ai Covenant, piuttosto che ai nostrani TourdeForce o Sell System a meno che, sia un parente – amico dei due gruppi citati.

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