Qntal

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Qntal a Berlino - 2010 (Foto di Ankh)

Si dice che, invecchiando, il tempo sembri scorrere molto più rapidamente. Questo sembra essere vero per me ma molto meno per i Qntal: infatti, nella mia testa, il precedente concerto del gruppo tedesco non era poi così lontano, mentre in realtà sono passati già quasi quattro anni; loro, però, sembrano non averne risentito, data la forma smagliante che hanno mostrato di avere durante l’esibizione al K-17 di Berlino. L’anno scorso, conclusi la mia recensione dell’ultimo, ottimo CD degli Unto Ashes sostenendo che l’evento della dissoluzione della vecchia formazione del gruppo aveva portato un ottimo frutto, spingendo Michael Laird a intraprendere nuove strade; in questo frangente ho potuto verificare che i frutti di qualità sono stati, in effetti, almeno due: infatti la formazione dei Qntal si avvale, in concerto, di un elemento in più, la violinista e cantante Mariko, proveniente dagli Unto Ashes, le cui qualità hanno dato un valore aggiunto alle già notevoli capacità di resa live del gruppo tedesco.

Ma andiamo per gradi; inizierei con qualche parola sul locale: certamente meno affascinante della bellissima Kulturbräuerei, in cui si sono esibiti nel 2006, ma allo stesso tempo un gran bel locale in una zona residenziale di Berlino Est. Come spesso capita da quelle parti, il locale si apre all’interno di un ampio cortile tra i palazzi ed è dotato, a sua volta, di un suo cortiletto dove ci sono un bar e un’interessante griglia per chi desiderasse qualcosa di caldo da mangiare, entrambi assolutamente a buon prezzo (una birra costava più o meno come in una normale birreria ed era senz’altro dignitosa). Per chi fosse interessato, annesso al locale c’è anche un ostello (il Dark Hostel), che può essere molto utile a chi si trova da quelle parti per un concerto e, magari, abbia piacere di condividere l’esperienza con altre persone dell’ambiente. All’ingresso ci ha accolto un colosso in abiti paramilitari, che poi si è rivelato molto meno minaccioso di quanto non sembrasse a prima vista, chiudendo un occhio sul fatto che la macchina fotografica che avevo con me non era in teoria consentita, anche grazie all’intervento di due ragazzi arrivati subito dopo di noi, che ci hanno gentilmente sostenuti parlandogli in tedesco: i berlinesi, ancora una volta, si sono dimostrati di una gentilezza e una simpatia a cui, dalle nostre parti, non siamo assolutamente abituati. Sosta obbligatoria al banco del merchandising con qualche acquisto, birretta corroborante e, nel giro di un’oretta, il concerto ha inizio.

Inutile ma necessario ripetere ancora una volta come le qualità dei Qntal, dal vivo, siano assolutamente di livello elevatissimo; stiamo parlando di musicisti eccezionali sotto numerosi punti di vista, assolutamente lontani da ogni vaga idea di divismo malgrado le loro capacità musicalmente ineccepibili e la loro fama a livello internazionale. Il palco, rispetto alla volta scorsa, è più piccolo e meno pieno degli strani strumenti acustici di cui Michael Popp ama circondarsi: il risultato è che l’esibizione avrà un’impronta leggermente più “rock”, col lo stesso Popp alle prese con la chitarra alattrica o con un violoncello a sei (o erano sette?) corde elettrificato, laddove la volta scorsa era invece divisa tra tendenze classicheggianti da una parte ed elettro-ritmate dall’altra, lasciando una sensazione di notevole consistenza. I primi quattro brani sono sufficienti a farmi rizzare i capelli: un’introduzione a base di tastiere e theremin si trasforma dolcemente in “Translucida” e ci conduce dentro il mondo fatato dei Qntal, seguita dalla meravigliosa “Palistinalied”, da “Amor volat” e dalla dolcissima “Dulcis amor”, che ci permettono di immergerci in un’ora di splendida musica; dopo di che, il gruppo lascia il palco, lasciando me e la mia Luz con un palmo di naso: contenti per la qualità del concerto, ma già in crisi di astinenza per la fine della musica. Restiamo nel locale sperando di fare due chiacchiere con i musicisti, ci prendiamo una birra finchè non ci rendiamo conto del fatto che la gente era nuovamente assiepata sotto il palco: evidentemente si era trattato solo di una pausa, annunciata in tedesco e per noi incomprensibile! Infatti “Unter den Linden” introduce la seconda parte dell’esibizione che proseguirà per un’altra oretta circa. Nel complesso, sono stati suonati brani da un po’ tutti gli album (un po’ bistrattato Silver Swan, del quale è stata eseguita solo “Veni”, presente solo nel secondo CD dell’edizione limitata); la differenza con l’esibizione di quattro anni fa è evidente in “Ad mortem fistinamus”, che all’epoca poneva fortissima enfasi alla struttura ritmica e che qui, invece, ha un tono più docile anche se non meno consistente. Mariko si rivela una splendida presenza sul palcol con il suo violino spesso in evidenza e la sua voce a fare da controcanto e ad esaltare le qualità della splendida ugola di Syrah, che sembra arrivare senza sforzo a toni altissimi, anche laddove la mia testa era certa del fatto che non fosse possibile arrivare; al contrario di altre sue colleghe (come, per citarne due, Lisa Gerrard ed Elizabeth Frazer), Sirah non ha una voce dal timbro incredibilmente fuori dai normali schemi; ciononostante, riesce ad emozionarmi in maniera incredibile, toccando qualche corda nascosta del mio spirito. Simpatico ed istrione Michael Popp, che, pur limitandosi a pochi strumenti (oltre alla chitarra e al violoncello già citati, ha suonato un liuto e un tamburo) non si esime dal mostrarci le sue capacità; Philipp Groth ha suonato per quasi tutto il concerto ad occhi chiusi: impressionante il suo coinvolgimento nella musica suonata, al punto che, nei momenti più ritmati, sembra esplodere tutta l’emozione accumulata nei brani precedenti. Un cenno anche al batterista, impegnato nell’ingrato compito di misurarsi con le perfette metronomie degli strumenti elettronici, uscendone assolutamente bene.

Al termine, attendo i musicisti per farmi firmare il CD, appena comprato, del progetto VocaMe; ricordavo che sia Popp sia Syrah parlavano italiano ma mi ha sorpreso scoprire che lei, gentilissima come sempre, si ricordava della presenza di due italiani alla Kulturbräuerei (eravamo sempre noi, ovviamente). Michael Popp, invece, si lamentava del fatto che ha perso molto del suo italiano a causa del fatto che di recente ha parlato spesso in spagnolo e la somiglianza tra le due lingue lo confonde un po’. Scherzando, ho chiesto loro quando verranno a suonare in Italia ed entrambi hanno risposto, seriamente, la stessa cosa: “Quando ci inviterete!”. Se ci fosse qualche organizzatore interessato, loro verrebbero molto volentieri!

Non c’è più molto da aggiungere: un concerto bellissimo che ci ha regalato quasi due ore di emozioni intense e meravigliose; naturalmente il consiglio è, se doveste capitare nei paraggi di un loro concerto, di non perderlo assolutamente, perché si tratta di un’esperienza bellissima.

Setlist

Qntal a Berlino - 2010 (Foto di Ankh)

Prima parte

  1. Translucida (Qntal VI – Translucida)
  2. Palestinalied (Qntal II)
  3. Amor volat (Qntal IV – Ozymandias)
  4. Dulcis amor (Qntal IV – Ozymandias)
  5. Name der Rose (Qntal III – Tristan und Isolde)
  6. Flow (Qntal IV – Ozymandias)
  7. Ad mortem Fistinamus (Qntal I)
  8. Entre moi et mon amin (Qntal III – Tristan und Isolde)
  9. Glacies (Qntal VI – Translucida)

Seconda parte

  1. Unter den Linden (Qntal I)
  2. Maiden in the mor (Qntal III – Tristan und Isolde)
  3. Flamma (Qntal IV – Ozymandias)
  4. Hymni nocturnales (Qntal II)
  5. Departir (Qntal VI – Translucida)
  6. Ecce Gratum (Qntal III – Tristan und Isolde)
  7. Veni (Qntal V – Silver Swan)



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3 comments

  1. max 16 Settembre, 2010 at 21:32

    Sono stato a Berlino per buona parte di agosto ed ero tentato di tornarci per vedere i Qntal. Poi, per motivi di bilancio familiare ci ho rinunciato. Ora, dando un’occhiata alla scaletta del concerto mi mangio le mani, visto che hanno suonato il meglio del loro repertorio.
    Penso che sia vergognoso che Sirah & company non abbiano spazio in Italia, visti anche tutti i cani che passano dalle nostre parti.
    Kulturbräuerei è un posto fantastico, e, tra l’altro,ha un negozio di strumenti musicali vastissimo e a buon mercato rispetto agli standard nostrani.
    Per chi cercasse a Berlino una sistemazione non convenzionale suggerisco anche il Circus Hotel.
    Un saluto a tutti gli altri appassionati di Sirah, Pawelke, Estampie, Helium Vola et similia. Sempre che ce ne siano…

  2. Christian Dex 17 Settembre, 2010 at 17:28

    @Max: qui in redazione di fan di Qntal, Estampie, Helium Vola, etc. ne trovi a bizzeffe!!! Grazie del commento!

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