Aa. Vv.: Electronic Body Music

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Qualche anno fa erano in molti ad aver decretato la morte dell’EBM, reso obsoleto dalle accattivanti melodie sintetiche di una nuova generazione di musicisti che a sonorità rigorose e marziali preferivano brani super “catchy”. Oggi è invece il Future Pop a sembrare più in difficoltà, non tanto per mancanza di alfieri quanto per la scarsa novità e qualità delle produzioni recenti di quella scena. L’EBM invece sembra ritornato di gran moda e sono moltissime le nuove band che si ispirano esplicitamente agli esponenti del New Beat degli anni ’80 e ’90. Non a caso quei volponi della Out Of Line, che sanno interpretare bene le tendenze in campo oscuro, hanno messo in vendita a prezzo speciale questa compilation tematica che racchiude ben 17 episodi, con classici e non. Si tratta di un’iniziativa interessante che paga il giusto omaggio ai padri storici della scena elettronica oscura: qui infatti ci sono alcuni dei nomi più importanti dell’EBM, a partire dai padrini Front 242 con la loro classica “Operating Tracks” (dall’esordio Geography). Non mancano poi The Klinik, A Split Second, DAF, Leaether Strip, Vomito Negro fino ai nostri Pankov con “Me and My Ding Dong”, tratta dal loro seminale album Gisela. Le scelte effettuate possono sorprendere in alcuni casi e non è chiaro quanto siano state decisioni volute o alternative prese per riempire la scaletta (o più pragmaticamente per promuovere artisti del proprio roster). Ad esempio l’aver incluso i Cabaret Voltaire è una scelta felice, per importanza della band e per la qualità del brano “I Want You” qui presente, ma anche discutibile, visto che non si tratta di un gruppo collocabile propriamente nella scena EBM. Sorprendono invece le inclusioni di nomi decisamente minori a scapito magari dei grandi “assenti ingiustificati”: è curioso infatti che in un’antologia sull’Electronic Body Music compaiano i Dupont, i Container 90 o l’insopportabile Rummelsnuff e non i Nitzer Ebb, Die Krupps, The Neon Judgement o finanche altre band sicuramente minori – Armageddon Dildos o Bigod 20 su tutti – ma decisamente rappresentative della scena New Beat degli anni ’90. Questo fa un po’ venire il sospetto che alla base di questa compilation non ci sia tanto una passione filologica quanto una strategia marketing: ciò non toglie che il CD sia più che godibile ed è consigliatissimo alle nuove generazioni che si appassionano per Spetsnaz o Minusheart senza sapere a chi il suono di queste band sia fortemente debitore.

TagsEBM
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