Death In June: Peaceful Snow

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È davvero spiazzante il nuovo Death In June. L’ho dovuto ascoltare più e più volte prima di potermi fare un’opinione ben definita. Tanto per cominciare, l’essersi affidato al pianista croato Miro Snejdr per gli arrangiamenti è stata un’ottima mossa, d’altronde Douglas P. non è mai stato granché con la chitarra e dopo 30 anni di carriera quei 2-3 accordi che è in grado di strimpellare saranno parsi ripetitivi anche a lui. E Miro ha fatto un ottimo lavoro, gli arrangiamenti al piano sono molto meglio di quanto ci si potesse aspettare: melodici, fluidi e puliti, aiutati da una produzione spartana tanto quanto quella di Rule Of Thirds, solo voce e piano e nient’altro.

Ma come mi era già sembrato sul singolo che ha preceduto l’album, anche per quel che riguarda la voce i segni dell’età si fanno sentire e non sempre si amalgama bene con il pianoforte.

Non è sempre così, perché “A Nausea” funziona molto bene, così come “Fire Feast”, però ad esempio i “pa-pa-pa-pa” di “Life Under Siege” e della stessa “Fire Feast” ce li potevamo risparmiare.

È un buon disco, soprattutto un disco diverso, ma che inevitabilmente è destinato a dividere in due gli ascoltatori, nonostante questo sia il disco migliore di Death In June dai tempi di Take Care And Control.

Davvero pessimo il CD extra, francamente sentire un best of in versione strumentale al pianoforte lascia il tempo che trova, soprattutto considerando l’importanza dei testi nella musica di Death In June.

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