La Playlist 2010 della Redazione

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Con i migliori auguri di buon anno la Redazione di Ver Sacrum presenta le proprie scelte del 2010. Restate in attesa perché a giorni anche la Playlist di voi lettori sarà in linea. Buona lettura!

Ankh | Caesar | Candyman | Christian Dex | Grendel | Hadrianus | Lenora | Mircalla | Mrs. Lovett | S*Tox | Softblackstar
Ankh
Mai come per questo 2010 mi è stata difficile l’elaborazione della play list; mai come quest’anno, inoltre, sono stato poco convinto del risultato ottenuto. Troppi i dischi ascoltati con scarsa attenzione per riuscire a farmi un’opinione sufficientemente ferma e duratura o addirittura, in molti casi, per lasciare un vero e proprio segno nella mia memoria. Gli Oda Relicta si sono confermati progetto interessantissimo e solido, e si meritano nuovamente il primo posto; i Menace Ruine, ascoltati solo di recente, hanno colpito duro fin dal primo ascolto e si sono immediatamente piazzati al secondo posto; non potevano mancare dalla mia classifica i notevoli lavori di rientro degli Swans, di Brendan Perry e dei Lycia (quest’ultimo, devo ammettere, ascoltato solo di sfuggita ma mi ha fatto rendere conto del fatto che dei Lycia sentivo la mancanza…). Data la premessa, mi vedo costretto a citare numerosi artisti che ho ascoltato troppo male o distrattamente per poterli correttamente valutare: sto parlando di Al Andaluz Project, Lisa Gerrard insieme a Marcello De Francisci, Clogs e Vladimir Hirsch.

Non so con certezza se il film da me indicato è della fine del 2009 o del 2010, ma mi è piaciuto molto, in buona parte anche grazie all’amore che da anni porto per il il Concerto per Violino e Orchestra di Čajkovskij.

Non credo, quest’anno, di aver letto libri del 2010; mi fa piacere, allora, citare il libro che sto leggendo in questi giorni e che sono riuscito a reperire solo di recente, pubblicato in italiano da una casa editrice olandese (per chi si volesse dilettare a capire il perché, credo che una breve ricerca sul web potrebbe essere interessante): non l’ho ancora finito ma si tratta di una lettura, almeno per il momento, affascinante e priva del colpo di scena a tutti i costi tipico dei best seller. Mi fa piacere citare, anche se non l’ho (ancora) letto, il secondo libro di Leonardo Bonetti, intitolato Racconto di primavera.

Come miglior concerto erano in lizza Qntal e Swans ma i primi, pur se più lontani nel tempo, hanno avuto la meglio: i loro concerti sono per me troppo coinvolgenti. Anche qui un paio di citazioni: i Father Murphy al Dal Verme di Roma e gli A Place To Bury Strangers (se non ricordo male al Circolo degli Artisti).

Non mi resta che augurare ai lettori un buon 2011 e di esprimere, per me stesso, il proposito di riuscire, per l’anno appena iniziato, ad ascoltare musica con maggiore attenzione.

Album


  1. Oda Relicta: Holy alliance
  2. Menace Ruine: Union of irreconciliables
  3. Swans: My father will guide me up a rope to the sky
  4. Brendan Perry: Ark
  5. Lycia: Fifth sun

Concerto


Qntal a Berlino

Libro


Imprimatur di Monaldi & Sorti

Film


Il concerto di Radu Mihăileanu

Caesar
Nel 2010 il neo folk dimostra di essere ancora in salute grazie al convincente ritorno di un grande nome come i Blood Axis e alle conferme di Current93 e Rome. E’ passata un’eternità dall’ultimo disco dei Blood Axis, quel The Gospel of Inhumanity che rimane tuttora un caposaldo del genere, ma la lunga attesa è stata ripagata con il bellissimo Born Again, lavoro che si avvale come al solito di profondi significati esoterici e filosofici. I Current dell’eterno David Tibet hanno invece pubblicato un buon disco di acid-folk, probabilmente non la loro miglior prova ma in ogni caso si tratta di un lavoro dignitoso, a tratti anche ispirato che non ho esitato ad inserire nei primi 5 dischi dell’anno considerando il mio amore per questo gruppo. Molto crepuscolare il nuovo album dei Rome, per alcuni fin troppo compassato ma a mio parere si tratta di un album ispirato e poetico, da apprezzare dopo vari ascolti.

La delusione piu grande sono stati i Death in June: Douglas P. non ha ormai più nulla da dire. Della Morte in Giugno consiglio invece il libro di Aldo Chimenti Nascosto tra le rune, volume non esente da difetti e troppo di parte, ma indubbiamente indispensabile per chi ha amato questa band.

Nella mia lista ho messo anche due dischi di prog, genere che ho sempre amato. Consiglio in particolare In case of Loss degli Areknames, molto oscuro e ispirato ai grandi Van Der Graaf Generator, un disco che potrebbe piacere anche a chi non ascolta queste sonorità.

Fra i concerti visti durante l’anno ricordo senza dubbio con piacere la performance che i Cluster, storico nome del Krautrock e pionieri dell’elettronica e dell’ambient, hanno tenuto a Pisa.

In extremis Rex tremendae Maiestatis di Valerio Evangelisti si guadagna la palma di miglior libro del 2010 nella mia lista. Per fortuna l’ultimo capitolo del ciclo del celeberrimo inquisitore Eymerich ha chiuso degnamente e in maniera sorprendente quella che rimane una grande saga della letteratura fantastica italiana. Da ricordare anche Tecniche di resurrezione di Gianfranco
Manfredi, sequel del precedente Ho freddo. Interessante anche il nuovo romanzo del controverso Michel Houllebecq – La carta e il territorio – che ha vinto il Gongourt.

Per quanto concerne i film la mia scelta va a L’Urlo di Rob Epstein, un grande tributo alla figura di Allen Ginsberg, profeta e guru della beat generation. Davvero emozionante ascoltare la lettura e la declamazione dei suoi versi. Il film ripercorre la vicenda giudiziaria che vide Ginsberg coinvolto a causa del suo libro Juke box all’idrogeno ritenuto all’epoca osceno dalla cultura benpensante americana.

Album


  1. Blood Axis: Born Again
  2. Areknames: In case of Loss
  3. Current93: Baalstorm, sing Omega
  4. Rome: Nos Chants Perdus
  5. La Maschera di Cera: Petali di fuoco

Concerto


Cluster a Pisa

Libro


Rex tremendae Maiestatis di Valerio Evangelisti

Film


L’Urlo di Rob Epstein

Candyman
Consueto bilancio di fine anno, Tra i dischi, anche quest’anno non avrei avuto problemi a stilare una Top 10, ma al tempo stesso devo riconoscere che fra tanti buoni dischi, è sempre più difficile imbattersi nel capolavoro. Ad ogni modo, oltre ai dischi citati nella mia Top 5, vorrei ricordare alcuni interessantissimi album d’esordio: sul fronte elettro, Dead When I Found Her, con l’album Harm’s way, disco imperdibili per gli amanti dell’elettro-industrial alla Skinny Puppy. Gli inglesi O.Children, con il loro album omonimo, hanno portato nuova linfa al genere gothic/darkwave; idem dicasi per gli americani Veil Veil Vanish.

Tra i concerti, citazione anche per le performance di Kirlian Camera e Sol Invictus al Wave Gotik Treffen di Lipsia e (per la serie, “nostalgia canaglia”) i concerti di Ultravox a Nonantola (Modena) e la Unknown Pleasure Celebration che ha visto Peter Hook esibirsi al Moonlight Festival prima e in un mini-tour italiano a Novembre.

La bella biografia di Aldo Chimenti vince sul fronte librario tanto per il suo valore quanto per mancanza di concorrenza (ebbene sì, vorrei leggere più libri ma non ci riesco).

In una stagione cinematografica assai deludente, vince per distacco il bellissimo film giapponese vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 2009, ma uscito nelle nostre sale solo quest’anno. Citazione anche per il vincitore dello stesso premio nel 2010, ovvero l’argentino Il Segreto dei suoi occhi.

Album


  1. In Strict Confidence: La Parade Monstreuse
  2. Killing Joke: Absolute Dissent
  3. Zola Jesus: Stridulum II
  4. Front Line Assembly: Improvised Electronic Device
  5. Ordo Rosarius Equilibrio: Songs 4 Hate & Devotion

Concerto


Ianva a Padova

Libro


Nascosto tra le Rune di Aldo Chimenti

Film


Departures di Yojiro Takita

Christian Dex
Questa volta ho deciso di fare una playlist senza ex aequo, cosa assai difficile da gestire, viste le tante cose che nei vari ambiti mi sono piaciute molto nel 2010. A partire dall’album dell’anno, per cui sono rimasto in dubbio fino alla fine tra l’eccellente ritorno degli Swans e il secondo CD de Il Teatro degli Orrori. Alla fine ho scelto quest’ultimo sebbene sia uscito propriamente nel 2009, visto che è stato il 2010 l’anno della sua vera consacrazione, culminata con l’attribuzione di “Migliore album indipendente” al MEI. Si tratta di uno dei lavori più interessanti, originali e piacevoli che mi sia capitato di ascoltare da tempo: grande è perciò l’attesa per il prossimo album di quella che è per me una delle migliori band italiane di sempre. Gli Argine confermano il loro enorme valore e talento, che meriterebbe un successo assai maggiore, non solo nella “grey zone” italiana ma anche presso un pubblico vasto. Pressoché unanime nella Redazione è stato il consenso per il nuovo Killing Joke, mentre scelgo l’inossidabile Suicide Commando per inserire nella playlist almeno un lavoro di genere electro: il vecchio Johan Van Roy è sì sempre uguale a se stesso ma sulla qualità della sua proposta non si discute. A malincuore lascio fuori altri bei lavori che meritano una citazione, ovvero il nuovo Front Line Assembly e il graditissimo ritorno de La Claque di Dafne con Drei, di cui parleremo a breve nello spazio recensioni.

Il primo concerto visto di un gruppo “culto” non si scorda mai: gli Skinny Puppy a Londra vincono perciò sull’eccellente e coinvolgente live degli Editors a Livorno.

Piacevolissimo il ritorno dei gemelli Valcour e Aline in Tecniche di Resurrezione di Gianfranco Manfredi, un romanzo ancora più efficace narrativamente del suo predecessore Ho Freddo.

Altro ex aequo mancato infine per il film: la scoppiettante pellicola di Fatih Akin vince di un soffio sul delicatissimo e commovente Departures, già giustamente segnalato da Candyman come pellicola dell’anno.

Album


  1. Il Teatro degli Orrori: A Sangue Freddo
  2. Swans: My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky
  3. Argine: Umori d’autunno (il filo spinato e le bolle di sapone)
  4. Killing Joke: Absolute Dissent
  5. Suicide Commando: Implements of Hell

Concerto


Skinny Puppy a Londra

Libro


Tecniche di Resurrezione di Gianfranco Manfredi

Film


Soul Kitchen di Fatih Akin

Grendel
Mai come quest’anno ho avuto dubbi e difficoltà nell’individuare le uscite migliori in ambito discografico: le delusioni sono state tante e hanno riguardato più che altro le cosiddette novità, visto che ultimamente il “nuovo” è stato spesso rappresentato da band del tutto simili a roba già sentita e risentita. La mia preferenza, comunque, va ai floridiani Deadstar Assembly (e il bello è che il loro Coat of arms non mi aveva molto impressionato all’inizio, ma con il tempo mi ha convinto sempre più…), seguiti dai redivivi Murderdolls (di ritorno sulle scene musicali dopo ben otto anni di assenza!) e dai sempre ottimi Birthday Massacre. A chiudere la mia personale classifica ci sono Pendulum e Killing Joke, tornati alla grande, rispettivamente, con Immersion e Absolute dissent.

Tra i film del 2010 ho scelto il cupo The Road (uscito a fine 2009 negli USA ma solo parecchi mesi dopo qua da noi, tento per cambiare…), mentre per quanto riguarda i concerti non potevo non assegnare un ex aequo, difatti le performance estive di Rammstein e Skinny Puppy, pur se diversissime “numericamente” parlando (alla prima hanno assistito parecchie migliaia di persone, mentre alla seconda ne erano presenti duecento o poco più…), sono state entrambe bellissime e davvero memorabili.

Album


  1. Deadstar Assembly: Coat of arms
  2. Murderdolls: Women and children last
  3. The Birthday Massacre: Pins and needles
  4. Pendulum: Immersion
  5. Killing Joke: Absolute dissent

Concerto


Rammstein a Villafranca di Verona (VR) / Skinny Puppy a Pinarella di Cervia (RA)

Film


The Road di John Hillcoat

Hadrianus
Finalmente l’evento da me tanto atteso s’è manifestato: poter votare come mio personale best of del 2010 (categoria album) il nuovo lavoro di Bryan Ferry, Olympia! Un concentrato di classe allo stato puro che il crooner albionico ci concede con magnanima grazia, un’opera che getta un concreto ponte tra passato, presente e, chissà, futuro, rileggendo alcune pagine della prestigiosa carriera firmata sia come Roxy Music che come solista, avvalendosi come di consueto di una schiera di musici fideli e talentuosi, e non mancando di pascere la propria curiosità per le nuove proposte chiamando a sé Groove Armada, Flea dei RHCP, Jon Greenwood dei Radiohead ed i figliocci Scissor Sisters, rinnovando un sound inconfondibile, netto fin dalla prima nota… Echi da Boys and girls, da Bête Noire, da Mamouna, ma pura dalla splendida triade Manifesto, Flesh & blood ed Avalon, per una serie di canzoni dalla meravigliosa, stordente bellezza (come la Kate Moss effigiata in copertina, un’altra tradizione ferryana che viene rispettata). A quando il prossimo Roxy Music?

Chissà, intanto mi accontento di leggere tra i credits i nomi di Phil Manzanera, Andy Mackay e Brian Eno, ed il ritrovarli assieme, il ricostituire il nucleo dei primi due lavori della seminale band alla quale devono l’aurea di culto che li cinge (anche se personalmente adoro quelli con Eddie Jobson…) fa in crescere in me la speme che in futuro possa nominare i RM fra i primi della sezione! Citazioni d’obbligo per i miei conterranei Moth’s Tales (niente campanilismo!) perché pochi, pochissimi nell’Italietta underground possono vantare ben quattro album di valore, all’insegna della costante evoluzione e della ricerca, senza fossilizzarsi in una formula, in una manifestazione univoca. Questa è la new-wave del nuovo decennio, credete a me, e procuratevi il loro Burying Ophelia. Gli Argine rappresentano la ricerca, e la concretizzazione di uno stile sobrio, intatto: pochi diamanti sparsi con cura nel corso d’un cammino lungo anni, di ricerca e di sviluppo. I Bloody Mary si pongono con Party… all’attenzione del pubblico internazionale devoto al goth’n’roll, fornendone una versione personale, i Merciful Nuns… sono i nuovi Sisters! No, non è eresia, Seth Artaud finalmente ha ritrovato motivazione e forza, temo solo che ci si trovi dinanzi all’incipit di una saga a la GoD!

Film: Alice in wonderland, ovvio, senza il genio visionario di Tim Burton che anno cinematograficamente parlando sarebbe?

Concerto: i finnici in un ambiente a loro consono, ovvero, all’uscita dal club che ha ospitato l’esibizione citata, mi trovo tra la neve, tanta immacolata neve, per un viaggio di ritorno verso casa a dir poco avventuroso, perso nella campagna veneta… Non lo ricorderò solo per questo, i nostri soci sul palco ci sanno fare, ed il loro ultimo Back in blood è lascivamente… dark, miscela perfetta fra gli esordi sleazy/glam e le svenevolezze goth che hanno decretato le loro fortune.

Libri: quest’anno passo, ho letto prevalentemente biografie (mi è piaciuta, per la sua completezza, quella sui Muse…).

Come sempre, concludo con un… Buon 2011, mi metto già in caccia di novità!

Album


  1. Bryan Ferry: Olympia
  2. Argine: Umori d’autunno (il filo spinato e le bolle di sapone)
  3. Moth’s Tales: Burying Ophelia
  4. Merciful Nun: Lib. I
  5. Bloody Mary: Party music for graveyards

Concerto


The 69 Eyes a Roncade (TV)

Film


Alice in Wonderland di Tim Burton

Lenora
Poche le segnalazioni nella mia playlist di quest’anno. Pochi i dischi ascoltati nel corso del 2010, tanto da non riuscire a inserire un titolo al quinto posto. Il primo posto lo assegno a un gruppo nostrano, Il Teatro Degli Orrori, una bella realtà nel panorama alternative-rock italiano che con con questo loro secondo album, A sangue freddo, sono riusciti ad affermarsi e a riscuotere numerosi consensi sia di critica che di pubblico. Seguono i Suicide Commando, che si sono proposti nel 2010 con questo nuovo Implements of Hell, niente di innovativo, certo, ma comunque di buon livello. Al terzo posto, colloco How To Destroy Angels, il nuovo progetto di Trent Reznor, messo in piedi insieme alla moglie cantante Mariqueen Maandig e al compositore Atticus Ross. Concludo con My father will guide me up a rope to the sky degli Swans, forse non il loro lavoro migliore, ma come non accogliere con favore il loro ritorno a ben 14 anni dal loro ultimo disco.

Film dell’anno nomino Shutter Island, diretto da Martin Scorsese, una stupenda gothic novel, nonché un grande thriller psicologico, dalle atmosfere cupe, piene di mistero, rese anche grazie a una fotografia perfetta e da una regia magistrale. Se fosse possibile segnalare un libro del 2008 con due anni di ritardo, dato che l’ho scoperto nel 2010, metterei la graphic novel La mia vita disegnata male, un racconto autobiografico tra viaggi reali e psichedelici di un autore decisamente geniale, Gipi.

Tra i concerti che sono riuscita a vedere quest’anno, scelgo quello degli Einstürzende Neubauten a Bologna, all’interno del tour intitolato Three Decades of Einstürzende Neubauten con il quale hanno celebrato i trenta anni di carriera. Un Blixa Bargeld piuttosto appesantito, ma sempre in grado di trascinare un pubblico in delirio. Cito poi gli Editors, per il live all’Italia Wave Love Festival a Livorno, così emozionante e coinvolgente.

Album


  1. Il Teatro degli Orrori: A Sangue Freddo
  2. Suicide Commando: Implements of Hell
  3. How To Destroy Angels: How to Destroy Angels EP
  4. Swans: My Father Will Guide Me Up a Rope to the Sky

Concerto


Einstürzende Neubauten a Bologna

Film


Shutter Island di Martin Scorsese

Mircalla
Il 2010 per me è stata un’annata abbastanza interessante, o comunque in cui sono stata catturata da parecchie “passioni” a livello musicale che non vivevo più da molto tempo. Sarà la vecchiaia incipiente? Bah, fatto sta che la mia playlist si sarebbe potuta allungare ben oltre i cinque (anzi sei) album segnalati, che comunque rappresentano bene ciò che più ho amato quest’anno: i Deine Lakaien invero sono una mia vecchia passione, ma in questo album hanno davvero dato il meglio di loro stessi; i Rome secondo me, so bene che molti non saranno d’accordo, in questo album sono volati altissimo con il loro romanticismo oscuro; gli Swans sono un grande e molto atteso ritorno; i Roma Amor sono la scoperta: un lavoro che mi ha entusiasmato perché racconta storie oscure e bellissime; il Teatro degli Orrori sono un’altra scoperta con cui ho vissuto un rapporto tempestoso di odio e amore, ma poi ha prevalso l’amore (e poi sono stati la colonna sonora delle nostre vacanze estive…), ma poiché il disco è del 2009 cito in ex aequo anche il bel ritorno degli Argine, musica e testi splendidi, ancora una volta…

Anche al cinema le cose non sono andate poi male e sarebbero molti i film da menzionare: mi viene in mente Shutter Island di Scorsese, per esempio, ma soprattutto film di minor successo, eppure assolutamente interessanti, come L’urlo di Rob Epstein e Jeffrey Friedman sulla famosa poesia di Allen Ginsberg, My son, My son, What Have Ye done di Werner Herzog, un delirio herzogiano/lynchiano, il nipponico Departures di Yojiro Takita sui rituali di morte. Scelgo però il film più estremo e provocatorio, assolutamente sconsigliato ai claustrofobici, ovvero Buried dello spagnolo Rodrigo Cortés, un concentrato di ansia e suspense, mirabilmente girato, con un finale veramente agghiacciante e sconvolgente. Un grande esordio.

Per quanto riguarda i libri sono costretta a scegliere un romanzo che in realtà è uscito alla fine del 2009, ma io l’ho letto
all’inizio del 2010 e del resto nessun libro successivo mi ha altrettanto “preso”: si tratta di Il seme del male di Joanne Harris (la scrittrice di Chocolat per capirci) che ha ripubblicato un suo vecchio romanzo degli inizi degli anni ’90, una oscura storia di un’antica dea dalle fattezze preraffaellite che ritorna dal regno dei morti…

Come miglior concerto sono un po’ indecisa, ma alla fine non posso non menzionare quello che per me è stato l’evento più atteso dell’anno, ovvero il concerto dei Rammstein, che, dopo tanti anni, sono finalmente riuscita a vedere/sentire, con grande soddisfazione, nonostante la sofferenza per il caldo e la folla di un’afosissima serata veronese.

Album


  1. Deine Lakaien: Indicator
  2. Rome: Nos Chants Perdus
  3. Swans: My father will guide me up a rope to the sky
  4. Roma Amor: Femmina
  5. (ex aequo) Teatro degli Orrori / Argine: A sangue freddo / Umori d’autunno (Il filo spinato e le bolle di sapone)

Concerto


Rammstein a Villafranca di Verona (VR)

Libro


Il seme del male di Joanne Harris

Film


Buried – Sepolto di Rodrigo Cortés

Mrs. Lovett
I miei 5 titoli musicali per il 2010 sono un po’ eterogenei. In particolare sono stata a lungo incerta su chi porre al primo posto: David Sylvian e gli Anathema – amori di sempre – si sono duramente contesi lo scettro ma poi lui l’ha spuntata, se non altro per l’anzianità… Su Sleepwalkers non credo di dover aggiungere nulla, essendomi già dilungata in altra sede. Il disco degli Anathema, criticato da molti a causa della produzione di Steven Wilson – che a mio avviso invece contribuisce al suo pregio – non è forse il migliore della loro carriera, ma sempre di altissimo livello. Per Zola Jesus, invece, ringrazio Candyman, che me l’ha fatta scoprire: voce stupenda, atmosfere
oscure… praticamente perfetta per me. Non credo richiedano spiegazioni i Killing Joke! Bellissimo risentire un mito che si rinnova… Beatrice Antolini, infine, rappresenta, per quest’anno, il mio unico tributo al rock di casa nostra. Questo suo ultimo disco dà prova, come il precedente, di fantasia e buon gusto, ma anche di una raggiunta maturità, per cui mi sento di poterlo consigliare anche a chi non la segue abitualmente. Ultima osservazione: avrei proprio voluto inserire gli Interpol in questa lista ma non era davvero possibile.

Riguardo i concerti…indecisa fra Anathema e Porcupine Tree di Pistoia Blues e gli Einsturzende Neubauten a Bologna. I primi praticamente celestiali, ma a Bologna mi sono divertita di più. Risolvo il dilemma votando Anathema, ma solo perché sono loro!

Poche parole anche per il mio film del 2010, anzi una sola: Inception!!!! Da tempo non mi accadeva di uscire da un cinema completamente gasata! Considero Nolan l’unico regista che, in questi anni, abbia saputo realizzare qualcosa di veramente moderno e originale.

Per i libri ammetto di essere in difficoltà: non ho letto molte nuove uscite e ciò che più mi interessava (un esempio fra tutti, l’ultimo episodio della gloriosa saga di Eymerich del nostro Evangelisti) è sempre lì nello scaffale. Segnalo però Cicatrici di Gianluca Morozzi letto proprio in questi giorni. Morozzi è un autore che seguo da un po’ e del quale ho apprezzato soprattutto Blackout, di qualche anno fa. Con Cicatrici si è cimentato nel fantasy-noir e ho gradito il risultato. Potrei ritrovarmi a parlarne, prima o poi…

Album


  1. David Sylvian: Sleepwalkers
  2. Anathema: We’re Here Because We’re Here
  3. Zola Jesus: Stridulum II
  4. Killing Joke: Absolute Dissent
  5. Beatrice Antolini: Bioy

Concerto


Anathema a Pistoia

Libro


Cicatrici di Gianluca Morozzi

Film


Inception di Christopher Nolan

S*Tox
Il 2010 mi sembra l’anno in cui con maggiore evidenza hanno cominciato a manifestarsi i segni dell’immane ed incombente crisi globale della società e della cultura del nostro tempo. La crisi dell’arte e della musica (gotica nello specifico) sono state a più riprese denunciate sulle pagine virtuali di Ver Sacrum e su quelle di altri magazine di settore, ed ormai non fa più notizia. Ecco quindi che la mia preferenza discografica non può andare che ad un autore “classico”, di bravura inveterata, quale Brendan Perry, la cui musica, intensa e toccante, fa vibrare le corde più intime dello spirito, così torturato dalla deprimente realtà materiale che lo ingabbia. E su tale falsariga si pongono gli Ataraxia con la loro musica ormai fuori dal tempo, icona di una raffinatezza culturale ormai destinata ad essere solo idealizzata e conservata nello scrigno delle cose più preziose. I Deine Lakaien mi hanno poi restituito il sorriso di fine anno, ricordandomi che dopotutto a 47 anni non sono ancora vecchio e superato, ma anzi posso avere un futuro in cui dire tante cose importanti.

Un film da ricordare per il 2010 mi sembra Draquila: nell’epoca dell’informazione a buon mercato, laddove si sono scatenati i bardi di Palazzo a decantare per vere le falsità di un regime (non fascista ma) aziendale, in cui il “patron”, ponendosi al di là del bene e del male, impone le sue barzellette ad una classe di subordinati dal cervello
imbottito di calcio (vero oppio dei popoli), di fantasmagoria televisiva e, inevitabilmente, di eroine “tetteeculi”, è importante che qualcuno cerchi di documentare un’altra verità, fatta della sofferenza delle persone per bene di fronte all’imperversare della meschinità degli affaristi di Stato.

Su tale panorama, squallido, ormai ben manifesto ma ancora così difficile da accettare adeguatamente, non può che ergersi nella sua somma maestà il Rex Tremendae Maiestatis, che – volgendosi a termine la saga dell’Inquisitore Eymerich, attraverso un intreccio con le storie precedenti alla fine coerente ed appassionante, sapientemente intessuto dal “Maestro” Evangelisti – affila la falce di una Giustizia che non risparmierà i pavidi cultori del “berlusconismo” borghese, insozzato di telegenica depravazione e ladronerie legalizzate, mietendo l’”homo oeconomicus” con la stessa pietà con cui il sistema bancario abbraccia i suoi clienti.

Buon 2011 a tutti !!!!

Album


  1. Brendan Perry: Ark
  2. Ataraxia: Lyr
  3. Deine Lakaien: Indicator

Libro


Rex tremendae Maiestatis di Valerio Evangelisti

Film


Draquila – L’Italia di Sabina Guzzanti

Softblackstar
Il 2010 è stato un anno molto ricco per la musica, con ritorni inaspettati e altri attesi da tempo. Tanti i bei dischi usciti, e una volta tanto scegliere cosa mettere in playlist e cosa no è stata dura. All’ultimo per me l’ha spuntata il nuovo Cyclobe, uscito giusto un paio di settimane prima della scomparsa di Peter Christopherson, quasi a raccoglierne il testimone.

Per quel che riguarda il concerto dell’anno, idem come sopra. Davvero l’imbarazzo della scelta. Ho messo il doppio Current 93 a Londra perché rivedere Michael Cashmore sul palco – ospite in una manciata di brani – e sentire dal vivo classici assoluti come “Fields of Rape” e “Lucifer Over London” è stato davvero emozionante. Ma potrei citare anche la devastante performance degli Swans, il concerto acustico degli And Also The Trees, Vashty Bunyan nella splendida cornice della Union Chapel, Iggy and the Stooges per il tour di Raw Power e altri ancora.

Per quel che riguarda il libro dell’anno, ho barato. Il fumetto è uscito per la prima volta nel 2009 però è subito andato esaurito, mentre il primo trade paperback è uscito nel 2010, quindi diciamo che se messo così è valido. 😉

Album


  1. Cyclobe: Wounded Galaxies Tap At The Window
  2. Emeralds: Does It Looks Like I’m Here?
  3. Blood Axis: Born Again
  4. Swans: My father will guide me up a rope to the sky
  5. Fjernlys: Beyond The Undulant Quiescence

Concerto


Current 93 a Londra

Libro


Chew di John Layman and Rob Guillory

Film


Inception di Christopher Nolan

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