Armageddon Dildos: Untergrund

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Un altro dei colossi dell’EBM dei primi anni ’90 torna sulle scene. Gli Armageddon Dildos (formati nel 1989 Uwe Kanka e Dirk Krause) facevano parte del roster della leggendaria Zoth Ommog e furono indubbiamente una delle bands di punta della label tedesca, raccogliendo un buon successo anche oltre oceano; successivamente, le strade dei due si separarono per riunirsi anni dopo e realizzare gli album Morgengrauen (2003) e Sangreal (2005). Dopo sei anni gli Armageddon Dildos firmano per Alfa Matrix e realizzano Untergrund, disco decisamente buono, in cui la classica ebm-old school si fonde con elementi più moderni e vari per un album dal sound pompatissimo. L’iniziale “Furios” è certamente uno dei brani migliori del disco, potente e melodica al tempo stesso; analogo discorso per la title-track, anch’essa molto valida; “Bodyworker” è classica ebm old-school, mentre la maggior parte dei pezzi del disco (“La Passionata”, “Blut”, “House of pain”, “Der schrei”, ecc…) ci fa capire quanto un gruppo come gli Armageddon Dildos siano stati fonte d’ispirazione per i Rammstein: ritmi pompati, chitarre e cori da stadio, il tutto proposto però in maniera decisamente meno “tamarra”. Non mancano episodi più particolari come “The Innocence” che per sound e voce mi ha ricordato i Blacmange; “Hedonic” e “Baby snake” sono invece due brani oserei dire “commerciali”,  con refrain decisamente catchy e melodie praticamente techno-pop. Nel complesso Untergrund è un disco più che buono che dimostra come gli Armageddon Dildos siano ancora una delle più interessanti bands dell’area EBM.

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