Beatrice Antolini: Bioy

0
Condividi:

Con colpevole ritardo segnalo l’ultimo album della nostra Beatrice Antolini, uscito già lo scorso autunno, e di cui si è letto molto in giro, quasi sempre con commenti decisamente positivi. E’ proprio il caso di dire che un’artista da sempre definita come ‘promettente’, con una solida preparazione musicale alle spalle, finalmente è sbocciata ed ha creato, grazie alla sua determinazione, il proprio stile. In Bioy non troviamo più  le eccentricità spinte quasi al limite dell’umorismo presenti nei primi due dischi, che alcuni definirono originali, altri invece ‘strampalati’.  Però non si può neanche parlare di sorprendenti sperimentazioni, non è questo il punto: Beatrice, semplicemente, ‘passa’, per così dire, fra i generi musicali – tutti hanno notato, per esempio, il rafforzato legame con la tradizione dei gloriosi ‘eighties’ – superando definitivamente il semplice utilizzo della contaminazione e produce un suono che è realmente, tipicamente suo. L’album, curato dall’autrice da sola praticamente in tutto, avendo lei stessa suonato quasi tutti gli strumenti, è stato registrato nel Big Saloon Home Studio di Macerata, con la collaborazione di pochi musicisti di fiducia. Per entrare nello specifico: in questo lavoro notiamo un rilievo molto maggiore dato alle percussioni ed alla ritmica, il che crea un effetto di grande vitalità;  il suono è più essenziale e pulito, gli arrangiamenti raffinati e vi è un uso più libero e consapevole della voce, della quale si sfruttano maggiormente le possibilità e che regala momenti morbidamente ‘sensuali’. E’ una musica coinvolgente, dal gusto ricco, come ‘speziato’, un cocktail a volte inebriante. Due parole sui brani: il primo, “Piece of moon” è un pop veloce e leggero, deliziosamente ritmato; “Planet” e “Paranormal” sono due ballate accattivanti e romantiche, con pianoforte e l’ombra di Kate Bush; “Eastern Sun” è forse il pezzo più particolare, con un sapore quasi etnico-tribale; “Night Shd”, infine, è il pezzo più squisitamente ‘dark’, con un retrogusto vagamente industrial. Tutti i pezzi si mantengono comunque ad un buon livello, all’insegna della fantasia e della varietà.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.