Human Void: Era zero

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Alla cattivissima e disturbante fin dal titolo “Extinction” il gravoso compito di aprire le danze di Era zero, convincente debut degli italiani Human Void, quartetto devoto ad un sound tellurico di matrice industrial-metal, dal groove assolutamente coinvolgente e dal chitarrismo a volte decisamente classico, il tutto reso ancor più malato ed opprimente da scorie death/black che contribuiscono a rendere ancor più minacciosa la resa finale di queste nove composizioni, supportate da una sezione ritmica possente e monolitica (che il mixing curato da Nick Savio rende ancor più crudo ed opprimente). A volte la lunghezza di alcuni episodi (come la citata “Extinction” e “Metamorphosis”, i due limiti opposti del lavoro) potrebbe rivelare una certa disorganicità, ma è pura apparenza, il protrarsi della durata è assolutamente giustificato dalla riuscita di ogni singolo brano (sopra tutto per la seconda, immensa traccia grondante letteralmente cattiveria!). Voglio citare la lenta e mortifera “Acid rain”, magistrale testimonianza dell’apprezzamento del combo nei confronti del black più virulento, gli inserti electro della darkissima “Tunguska”, la cadenzata “Human void” (quasi classic-metal!) ed il dark-ambient di “Poison butterfly”, episodi che delineano un quadro complessivo variegato, pur rimanendo confinato entro i limiti del genere. Era zero si rivolge al pubblico più smaliziato del settore, quello che ricerca in primis la violenza dell’assalto sonoro perpetrato senza requie, residua la sensazione di trovarci dinanzi ad un prodotto professionale e studiato apposta per tramortire l’ascoltatore col suo messaggio incompromesso.

Per informazioni: www.myspace.com/humanvoiditaly
Web: http://www.masterpiecedistribution.com
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