L'Ordre du Temple: In hoc signo vinces

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A parte qualche perplessità (leggasi titolo dell’opera e di alcuni brani, alquanto scontati, ed un impianto sonoro complessivamente povero), risalta ne In hoc signo vinces la manifesta pervicacia dell’Autore, l’oscuro Count David, il quale si perita di rendere al meglio un black funereo e sofferto, innestato su una matrice spiccatamente epica. La magniloquenza che si ritrova in opere analoghe (mi sovviene l’inarrivabile esordio dei ritrovati Crown Of Autumn) quivi viene meno per la nota iscritta a principio di testo, rimedia comunque il nostro facitore con un carattere ed una volontà che vanno sicuramente messi a nota. Eppoi ci pensa la My Funeral Recods a conferire al disco l’acconcia veste, donandogli un packaging all’altezza delle pretese di un pubblico sempre più esigente, rivolgendosi In hoc signo vinces non ai distratti fruitori della inerte massa sonica offerta senza pudore dalla rete, bensì ai fidelissimi del genere, i quali non mancano nemmeno in Italia. Con un bagaglio d’esperienza che va arricchito e con mezzi più consoni, non mancherà L’Ordre du Temple di onorare i suoi stendardi, pronti ad essere issati al cielo al grido di battaglia! Si nota una maggior ricerca di coesione nella “Haeretica trilogia” che chiude il ciddì, base di partenza per future campagne di conquista (le dotte citazioni in questo caso sono giustificate dall’assoluta onestà del Conte).

Per informazioni: www.myspace.com/ordredutemple
Web: http://www.myfuneralrecords.com
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