The Black: Gorgoni

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V’è una continuità, una linea ininterrotta che lega le produzioni di Mario Di Donato succedutesi negli anni. Caratterizzate dalla cura che personalmente riserva alla parte grafica dei suoi lavori, elemento inscindibile a quello prettamente sonoro, dall’uso del latino, adattissimo per rendere ancor più efficaci le sue meditate liriche, dallo stile scarno e riconoscibilissimo, dalle ambientazioni sacrali che ammantano queste tele e che non si limitano all’intro del caso. Accompagnato dai fidelissimi Enio Nicolini al basso e Gianluca Bracciale alla batteria, The Black ci consegna una serie di tracce pregne di umori dark, dal rifferama intenso, pece colante che rapprende “Monstrum”, “Phorcus”, “Obscuritas”, fino alla lunga suite che sigilla Gorgoni, quella “Metamorphoses” suddivisa in quattro parti (sotto-titolate “Transfiguratio” e seguite dalla numerazione romana) che rappresenta uno sfogo alla sua impellente necessità di trasmettere all’ascoltatore il senso compiuto della propria Arte. Con Gorgoni Mario “The Black” Di Donato attesta il definitivo superamento di un periodo di relativo appannamento che (come per ogni Creatore d’opere, d’altronde) patì anni or sono, pur conservando sempre una dignità intellettuale che a pochi appartiene, in questi ambiti, e pure per merito della paziente Black Widow Records, unica a comprendere appieno quale sia il vero valore di simili pubblicazioni che non temono l’usura del Tempo. Ho citato solo alcuni titoli dei quattordici che compongono la lunga lista, ma ogni uno dei motivi merita una giusta segnalazione, mi limito solo ad aggiungere “Perseus”, uno dei migliori episodi della lunga carriera di Mario, ed “Altamir” composta da Thomas Hand Chaste. Nunc et semper.

Per informazioni: www.myspace.com/theblackatratus
Web: http://www.blackwidow.it
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