Atomic Neon: Change

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Più curiani dello stesso combo di Mr. Smith, tornano a noi gli AN dell’austero bandleader Rio Black, ed il risultato finale, non ostante l’adesione fin troppo esplicita al modello di riferimento, non può non rivelarsi infine positivo. Un disco di pura ed onesta dark-cold-wave di tanto in tanto ci sta bene (beh, non che la scena difetti di proseliti), anche e sopra tutto perché non mancano gli episodi carucci, di quelli per intenderci che ci lasciano appiccicato addosso quel vago aroma agrodolce del quale sopra tutto coloro che al Verbo dark si sono abbeverati per anni (e continuano a farlo!) non riescono proprio a rinunziare… Bene, non mancano episodi più movimentati (la title-track, “Welt ohne Farbe”, “Weep”), ma sono quelli più melancholici ad irrobustire la cifra stilistica di Change (“Last night”, “Empty”). Colla voce di Rio Black troppe volte a tal punto simile a quella di Robert Smith (“Without you”) da far sorgere il dubbio che, dietro al microfono, ci sia proprio Lui in persona, ad interpretare queste song che mi hanno fatto rimembrare una datata intervista a Bryan Ferry il quale, interrogato a proposito dei molti emuli che al suo stile s’ispiravano, rispose, col suo innato charme dosato da tanto sense of humor: “…una sera ascoltai un brano di David Sylvian, di primo acchito pensai… questa non mi ricordavo proprio d’averla scritta…”. Ma a me Change piace così (anche e più del precedente “Darkenia”), e non solo perché il buon Rio Black mi ha inviato di persona un paio di jingle per il mio programma! (Ah, c’è pure una ghost-track, ma lascio a voi il gusto della scoperta!).

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