The Frozen Autumn: Rallentears

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The Frozen Autumn rompono un silenzio che durava da ormai cinque anni (a tanto risale infatti Is anybody there?, loro ultimo album) con Rallentears, pregevole vinile limitato a 250 copie che segna anche l’esordio della loro stessa label, Calembour Records. Le quattro tracce (tre inediti ed una nuova versione della classica “Wait for nothing”) mettono in evidenza una band che mi pare aver ritrovato la miglior vena creativa, dopo un album discreto, ma certamente non all’altezza degli eccellenti precedenti capitoli della sua discografia. Il lato A si apre con la title-track, un gioiello darkwave le cui note iniziali mi hanno ricordato “A strange day” dei Cure; la sognante voce di Diego Merletto è perfettamente supportata da tappeti di synths, drum machine e riff di chitarra elettrica per un pezzo semplicemente magnifico! La successiva “So Brave” è cantata da Froxeanne, un interessante brano dalle strutture meno immediate, ma più ombrose e minimali. Il lato B si apre egregiamente con l’ottima “Last train”, pezzo che porta alla ribalta le sonorità darkwave che hanno reso celebri i Frozen Autumn ed in cui non si può non ravvisare l’eco dei maestri Clan of Xymox. La tracklist è completata dalla nuova versione di “Wait for nothing”, uno dei loro pezzi più belli e più conosciuti, la cui versione originale è inclusa nel leggendario primo album Pale Awakening. La rilettura attuale vede la parte vocale affidata a Froxeanne ed un arrangiamento moderno indubbiamente valido, anche se continuo a preferire la versione originale. La qualità di questo materiale ribadisce l’eccellenza della proposta musicale di The Frozen Autumn, da ormai oltre tre lustri tra i più validi esponenti della “scena” italiana ed alimenta l’attesa per un prossimo full-lenght. Speriamo di non dover attendere troppo a lungo.

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