Pierluigi Porazzi: “L’ombra del falco”

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L’anno scorso ha visto anche l’esordio come romanziere noir di un avvocato e giornalista, noto per le sue recensioni cinematografiche e per qualche racconto pubblicato qua e là, Pierluigi Porazzi. Con il suo L’ombra del falco ci troviamo non tanto nell’ambito dell’horror ma decisamente in quello del classico giallo, quel giallo italiano che ultimamente ha goduto di grandi fortune con l’ormai famoso Massimo Carlotto o anche con lo scrittore/magistrato Gianrico Carofiglio, tanto per citare degli esempi, ma ce ne sono moltissimi altri.

I nomi non sono menzionati a caso: come questi due, infatti, Porazzi ha scelto di ambientare il suo libro in una particolare area geografica che gli è familiare, ovvero il grigio Nordest, sfruttando ampiamente le sue caratteristiche specifiche. Tipiche di questa zona, infatti, le atmosfere fosche, le immagini di ambienti ‘brumosi’, un po’ ‘incolori’.  Ma più in analogia con Carofiglio e, in parte, con alcuni grandi giallisti americani come Deaver o Connelly, egli ha rinunciato alle connotazioni troppo ‘folkloristiche’, preferendo investire sugli aspetti originali della storia e lasciando l’ambientazione piuttosto sullo sfondo.

In effetti, fermo restando lo schema tradizionale del serial killer persecutore di fanciulle innocenti – il falco che incombe sulle sue prede – l’autore arricchisce la vicenda di alcuni spunti che la rendono meno convenzionale e, in un certo senso, la distinguono nell’ormai sterminata produzione di questo genere letterario: prima di tutto l’amalgama fra la vicenda crudele in sé e l’intrigo di potere e denaro fondato sulla corruzione e la mancanza di scrupoli di una serie di loschi personaggi che sembrano provenire direttamente dalla cronaca italiana più o meno recente; in secondo luogo, l’introduzione di alcuni colpi di scena davvero imprevedibili a sconvolgere l’ordine classico del thriller con sorprendenti scambi di ruolo che, senza disorientare, rendono la lettura avvincente e garantiscono la ‘suspence’. Inoltre, pur non mancando di pagine estremamente ‘forti’, diversamente da altri romanzi analoghi che, con lo scopo probabilmente di accontentare il pubblico di ‘bocca buona’, indulgono nella ricerca di effetti orridi e ‘sanguinolenti’, L’ombra del falco si mantiene a un livello più sobrio, con una scelta di ‘classe’ che valorizza decisamente la trama richiedendo l’’impegno’, da parte del lettore, di tutte le sue facoltà razionali al fine di radunare gli indizi sparsi qua e là per arrivare all’identità dell’assassino.

Anche il linguaggio, puntuale quanto privo di sperimentalismi, è adeguato e coerente con tali scelte. I personaggi sono tratteggiati abilmente e assolutamente verosimili. In particolare il protagonista, l’ex agente Nero, con la sua combinazione di acume ‘poliziesco’ e dramma personale, appare convincente e non privo di un certo fascino; tra l’altro, pur essendo la figura chiave della vicenda, egli non ha certo le caratteristiche dell’eroe, quanto piuttosto dell’uomo scolpito dalla sofferenza: un eroe lo stesso, in sostanza, ma moderno e aperto, libero nei principi e nel modo di pensare come può esserlo chi ha toccato il fondo del baratro e, non si sa come, è tornato su. Gli fanno da contorno una serie di personaggi a modo loro efficaci: quei poliziotti manipolati dal potere, un po’ ‘macchiette’ e un po’ squallidi esempi sociali, i magistrati sopraffatti dalle intimidazioni e demotivati dalla non-collaborazione dei corrotti, i politici ‘sporchi’, dall’ambizione ed avidità illimitate. Tutti concorrono a dipingere il quadro di una società non certo limpida, piena di ombre e crepe profonde, dove il male mette facilmente radici mimetizzandosi per divenire più aggressivo: è la società in cui viviamo? La trama, complessa al punto giusto, si snoda ordinatamente per molte pagine tenendo desta la tensione senza sforzo, fino ad arrivare all’acme finale dove, come in ogni thriller che si rispetti, tutti i tasselli si incastrano perfettamente al loro posto. La correttezza vieta di rivelare altri particolari sulla storia, ma è lecito definire l’esordio di Porazzi di tutto rispetto, con i migliori auspici per il suo futuro.

Pierluigi Porazzi: L’ombra del falco (Marsilio Farfalle 2010, pagine 228, 17 euro)

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2 comments

  1. antonio 30 Maggio, 2011 at 08:20

    Splendido e spietato, letto d’un fiato!
    Dello stesso autore i dissacranti raccontini della “sindrome dell scorpione” campanotto editore

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